Tribunale, la protesta dei mille: «Qui per difendere la giustizia»

22 Ottobre 2022

Il senatore Liris: «Il ministero sta facendo morire la struttura per asfissia». E promette un cambio di rotta In strada sindaci, avvocati, studenti. Si punta tutto sulla legge regionale per pagare le spese di gestione

AVEZZANO. La Marsica torna a far sentire forte la voce della protesta a difesa del tribunale. Quasi mille persone in strada ieri mattina hanno mandato un segnale chiaro. Avvocati, studenti, commercianti, associazioni di categoria, ordini professionali e comuni cittadini hanno invaso un tratto di via Corradini per dire «no alla chiusura» del palazzo di giustizia, prevista per il 31 dicembre del prossimo anno, e per chiedere «l’arrivo del personale amministrativo» necessario a mandare avanti una complessa macchina giudiziaria come quella marsicana che fa registrare, soprattutto nel settore penale, i numeri dei grandi tribunali italiani.
IL PERICOLO TAGLI
La manifestazione è stata organizzata in occasione dello sciopero degli avvocati – il terzo quest’anno – che andrà avanti fino a giovedì prossimo e che ha comportato il rinvio di oltre 700 cause civili e penali. La protesta ha preso il via alle 11 proprio davanti al palazzo di giustizia. Presenti anche sindaci, parlamentari, esponenti del mondo politico in generale. Significativo il cartello esporto da alcuni studenti: «Oggi il tribunale. E domani?». Il primo a prendere la parola è stato il presidente dell’Ordine degli avocati, Franco Colucci, che ha sottolineato come «la chiusura del presidio di giustizia marsicano non è una perdita solo per gli avvocati, ma per tutte le attività sociali ed economiche del territorio. Questa», ha sottolineato, «è una struttura essenziale, considerata anche la crescita dei processi di antimafia che si sono registrati negli ultimi anni nella Marsica. Ci rivolgiamo quindi alla politica per poter capire, assieme, quali strade da intraprendere per raggiungere l’obiettivo comune». Tra gli altri, è intervenuto anche Gianni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano attualmente sospeso.
IMPEGNO POLITICO
Nel corso della manifestazione, i neo parlamentari hanno preso l’impegno per la salvaguardia del tribunale di Avezzano. Dal Pd a Fratelli d’Italia, senatori e deputati, hanno assicurato una presa di posizione in Parlamento per cambiare la norma taglia tribunali, vecchia di oltre dieci anni. «La Regione Abruzzo», ha affermato il senatore Guido Liris (FdI), «si accollerà le spese di gestione del tribunale. Questo è quanto previsto nella legge regionale per i tribunali minori decaduta con lo scioglimento delle camere e che sarà ripresentata al più presto. Sarà il mio primo impegno da senatore. I numeri parlano chiaro: Avezzano ha più processi dell’Aquila. Inoltre, con un trasferimento avremmo un altro problema più grande, cioè quello della logistica. Nel frattempo», ha aggiunto, «chiederemo ai dipartimenti del ministero della Giustizia di continuare a mandare il personale perché in realtà loro puntano a far morire questi tribunali per asfissia».
NUOVA LEGGE
Per il senatore del Pd, Michele Fina, «c’è bisogno di una legge definitiva per tenere aperto il tribunale. Il Partito democratico per anni ha cercato di prorogare il più possibile la chiusura di questo presidio giudiziario importantissimo per il territorio. Oggi non basta più. Giovanni Legnini ha avuto l’intuizione di chiedere una proroga per l’Abruzzo legata al terremoto. Negli uffici di via Arenula è però passata la formula che questi tribunali sono chiusi ma in proroga. Noi invece chiediamo che siano regolarmente aperti per una questione di giustizia. Abbiamo tutte le ragioni e dovremmo chiedere in Parlamento la solidarietà di tutti».
LA BATTAGLIA PROSEGUE
A condividere l’invito a lavorare tutti insieme per il bene di questi tribunali minori è stato il deputato Giulio Sottanelli (Azione), intenzionato a lavorare per «modificare la legge nazionale». «È stata un’ottima iniziativa quella della Regione Abruzzo di pagare le spese dei tribunali minori», ha affermato, «ma non è giusto e dobbiamo lavorare anche su questo». La senatrice Gabriella Di Girolamo (M5s) ha ricordato le battaglia portate avanti dalla politica tutta durante la legislatura appena conclusa. «Come gruppi parlamentare», ha dichiarato, «abbiamo lavorato molto, portando avanti le proroghe per mantenere in vita i quattro tribunali abruzzesi. Grazie al lavoro di un intergruppo ne è venuto fuori un progetto di legge finito poi in un calderone. Stiamo quindi procedendo per ricominciare il lavoro».
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