Tribunale senza giudici, chiesti i rinforzi

Il presidente degli avvocati scrive al Csm: «Mancano tre magistrati e almeno 10 funzionari». Avanza il nuovo ricorso al Tar
AVEZZANO. Se il governo - tramite il ministro della Giustizia Carlo Nordio e appena due giorni fa per bocca del vice Francesco Paolo Sisto - continua a lanciare segnali rassicuranti sulla riapertura definitiva dei tribunali non provinciali abruzzesi dal primo gennaio 2025, i presidi sono ormai vicini al collasso. Il problema è sempre lo stesso: l’importante carenza di personale che impedisce la piena operatività. Nei giorni scorsi Roberto Di Pietro, presidente del Foro di Avezzano, ha inviato una lettera al Consiglio superiore della magistratura per richiedere l’impiego di due giudici e di un nuovo presidente nel palazzo di giustizia marsicano. L’organico è ridotto al lumicino: «Ad oggi possiamo confermare una scopertura nell’ordine del 55/60 per cento», commenta Di Pietro. Anche per quanto riguarda i giudici la situazione è precaria: «Il rischio è che in estate ne rimarranno soltanto sei», continua il presidente dell’ordine, «visto che una è in maternità e un altro è prossimo al trasferimento». Da qui la richiesta di rinforzi indirizzata al Csm. Secondo gli avvocati, inoltre, all'appello mancano almeno una decina di funzionari amministrativi. Quelli promessi dal ministero, e imposti dal Tar nella sentenza del febbraio scorso, sono ancora impiegati al tribunale dell'Aquila, in attesa di un trasferimento che continua a non arrivare. L’ordine forense ha incaricato i legali Mario Petrella e Angelo Romiti di avanzare una richiesta di ottemperanza al tribunale amministrativo regionale per far rispettare la sentenza che ordina al ministero della Giustizia la riapertura delle piante organiche. Negli ultimi giorni, gli avvocati hanno riallacciato il dialogo con alcuni parlamentari regionali per richiedere un nuovo incontro. (l.p.)
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