Tribunale senza giudici e impiegati

Di Pangrazio e Di Pietro: torneremo a sollecitare Csm e ministero della Giustizia
AVEZZANO. «Bene la proroga di un altro anno per la chiusura del tribunale ma ora c’è bisogno di uno scatto in avanti». A dettare la linea da Palazzo di città è Gianni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano, che torna in pressing sul governo per chiudere una volta per tutte la partita legata alla salvezza del presidio di giustizia: «Si inizi subito a lavorare alla nuova riforma della giustizia nazionale, che tenga conto delle esigenze, delle attività e delle peculiarità geografiche dei territori», è il monito lanciato dal primo cittadino. Il tema centrale, oltre a quello della soppressione fissata al 31 dicembre 2024, è quello relativo alla carenza di personale: «Il nostro è il quarto tribunale per numeri di processi in Abruzzo ed è alla pari di quelli medi italiani: deve essere messo in condizione di operare nel pieno delle sue funzioni». Sottoscrive anche Roberto Di Pietro, neo presidente dell’Ordine degli avvocati: «Il tribunale di Avezzano vanta una pianta organica di undici giudici togati. Ad oggi, tre posti sono scoperti, fra cui quello del presidente: sarà nostro compito sollecitare il Consiglio superiore della magistratura affinché completi tutte le procedure necessarie per coprire i posti vacanti». In soccorso delle toghe marsicane sembra venire la sentenza del Tar Abruzzo dello scorso 31 gennaio, che ha intimato al ministero della Giustizia di prendere posizione sulla richiesta di colmare i gravi vuoti di organico. «Alla luce della sentenza», aggiunge Di Pietro, «ci aspettiamo che il ministero invii ulteriore personale amministrativo che vada a colmare una scopertura che è quasi del 60 per cento». La concessione di una nuova proroga non sembra più accontentare il sindaco e il presidente del Foro: «È sicuramente apprezzabile», spiega Di Pangrazio, «ma non decisiva e nemmeno sufficiente a colmare le lacune che ci sono. Il governo vada avanti con l’assegnazione urgente di magistrati e funzionari amministrativi». «Non si può più andare avanti con le proroghe», rincara Di Pietro, «ora tutte le forze politiche nazionali e regionali si devono impegnare per arrivare a una soluzione definitiva». «Ora dobbiamo andare oltre la proroga», aggiunge Fabrizio Ridolfi, presidente del consiglio comunale, «dare esecuzione alla sentenza del Tar consentirebbe al tribunale di ripartire con nuovo slancio». (l.p.)
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