Tribunale, si torna in aule e uffici ma mancano sempre 30 dipendenti

Riprende l’attività e riparte la battaglia contro la carenza di personale che rallenta l’attività giudiziaria Attesa la decisione del Tar dopo il ricorso-bis contro il ministero, sollecito dell’Ordine degli avvocati
AVEZZANO. Ripartono le attività al tribunale di Avezzano dopo la pausa estiva, ma i problemi che mettono in difficoltà la macchina giudiziaria marsicana sono ancora gli stessi. I disagi con cui dovranno fare i conti gli avvocati, i dipendenti, i giudici, i magistrati – e ovviamente gli utenti – riguardano ancora la carenza di personale. Nonostante gli avvocati del Foro di Avezzano abbiano ottenuto una sentenza che obbliga il ministero a mandare il personale direttamente ad Avezzano, senza passare per il tribunale dell’Aquila, la situazione non è mutata ed è rimasta drammatica. Infatti il ministero non ha provveduto a dare seguito a quanto stabilito dal Tar. Per tale motivo gli avvocati hanno anche presentato un nuovo ricorso di ottemperanza. Al tribunale c’è una cronica e pesante carenza di funzionari e personale amministrativo che si aggira attorno al 50%. Ne mancano trenta. Infatti sono impiegati 26 funzionari a fronte di 47 previsti nell’ultima pianta organica aggiornata al 2009, mentre negli uffici della Procura sono 14 i dipendenti sui 23 previsti. Carenza che a detta dell’Ordine forense sta compromettendo le brillanti performance portate avanti fino al 2022. «L’udienza non è stata neppure fissata», sottolinea con rammarico Roberto Di Pietro, presidente dell’Ordine degli avvocati, «siamo in trepidante attesa e solleciteremo nei prossimi giorni il tribunale amministrativo». Il ricorso è stato stilato dagli avvocati Mario Petrella e Angelo Romiti, che avevano ricevuto un incarico formale dall’Ordine forense già a metà aprile. Per Di Pietro «la situazione resta difficile». «Stiamo continuando l’interlocuzione con i politici su tutti i fronti», ribadisce ancora il presidente dell’Ordine, «e a settembre ripartiremo sollecitando le nostre istanze». Il punto nodale resta comunque la chiusura del Palazzo di giustizia, prevista per il 31 dicembre 2024. La volontà del governo, per bocca dello stesso ministro Carlo Nordio, è quella di chiudere definitivamente la partita con una nuova riforma giudiziaria che riporti definitivamente in vita gli uffici giudiziari di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, per quanto riguarda l’Abruzzo. È in corso un confronto aperto con il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, al fine di mettere in piedi un incontro, col coinvolgimento dei parlamentari abruzzesi. È stato avviato anche un iter parlamentare, in commissione Giustizia del Senato, della legge d’iniziativa del consiglio regionale d’Abruzzo per revisionare la geografia giudiziaria del territorio. La legge prevede che i quattro tribunali soppressi riprendano le proprie funzioni e che sia la Regione Abruzzo a sostenere le spese di funzionamento. I parlamentari abruzzesi di Fratelli d’Italia hanno annunciato nei mesi scorsi che si sta cercando di incardinare il testo di legge, con il presidente della commissione, Giulia Bongiorno, e con il senatore FdI, componente della commissione, Gianni Berrino.
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