Tribunali a rischio, riparte la lotta

Domani nuovo vertice: restano le carenze di personale ad Avezzano e Sulmona
AVEZZANO. I tribunali di Avezzano, Vasto, Sulmona e Lanciano, a rischio chiusura definitiva, tornano al centro dell’agenda politica. Il Comitato di difesa, coordinato dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, si riunirà domani alle 11 nella sala consiliare per valutare i passi necessari da fare e i prossimi incontri politici da avviare. «Fino ad ora, al di là di lettere, carte, appelli e parole», afferma il primo cittadino, «il gravissimo quadro relativo alle piante organiche sguarnite dei quattro presidi sorpresi nel 2012 non ha cambiato tono, è da profondo rosso. Fra tutti, porto a titolo esemplificativo il caso del tribunale di Avezzano, che conosco personalmente per ragioni territoriali. Zero risorse amministrative e zero magistrati arrivati fino ad oggi a rinfoltire l’organico ridotto all’osso: una condizione inasprita da dipendenti sempre più scoraggiati e da turni sempre più lunghi per coprire buchi e necessità. Una mancanza d’ossigeno che riguarda anche la vicina Procura». Stessa musica a Sulmona, nel quale Palazzo di Giustizia, per ora, ha preso servizio un solo funzionario, a fronte delle enormi carenze di personale sottolineate a più riprese dagli addetti ai lavori e dagli amministratori locali. «Ad Avezzano, inoltre», continua il sindaco, «solo 6 magistrati sono operativi su un organico che, a regime, ne dovrebbe garantire 10 più il presidente, che ancora manca. Ho più volte sollecitato con appelli la presidente del tribunale dell’Aquila, affinché non venisse perso altro tempo prezioso e venissero quanto prima inviate le risorse richieste». «Il nodo», conferma il presidente dell’Ordine degli avvocati di Sulmona, Luca Tirabassi, «è legato sempre alle gravi scoperture riscontrate in seno al personale amministrativo che opera nei nostri uffici giudiziari. Per quanto riguarda Sulmona, ad esempio, il problema assume connotati molto preoccupanti con riguardo alla Procura e anche il recente bando pubblicato per la copertura interna di un numero cospicuo di posti vacanti non sta sortendo gli effetti sperati, anche in ragione del fatto che, a tutt’oggi, il ministero non ha provveduto a ripristinare in forma autonoma le piante organiche del personale amministrativo, nonostante le assidue e pressanti richieste da noi formulate». (p.g.)
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