Tribunali accorpati, si teme il caos

1 Ottobre 2021

L’Ordine degli avvocati: proroga inevitabile, L’Aquila non può raddoppiare il lavoro

AVEZZANO. «Il tribunale dell’Aquila non può accogliere quello di Avezzano, subendo così un raddoppio, forse anche più che un raddoppio, della mole di lavoro che arriverebbe in un colpo solo. Le strutture aquilane non possono inoltre far fronte all’utenza che arriverebbe in caso di soppressione della sede marsicana». È l’allarme lanciato dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, Franco Colucci, impegnato nella battaglia per salvare il tribunale di Avezzano e quelli di Sulmona, Vasto e Lanciano dalla chiusura imposta della riforma della geografia giudiziaria (settembre 2022). Parla quindi di «una proroga inevitabile» riferendosi a quella che è stata già impedita con il clamoroso colpo di mano del presidente del Senato, la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati. Colucci si dice sereno perché «quella della proroga sarà una strada obbligata alla luce dei numeri».
«Il tribunale di Avezzano», sottolinea Colucci, «qualora dovesse essere trasferito all’Aquila provocherebbe il caos nella struttura provinciale perché equivarrebbe a raddoppiare il lavoro nell’attuale edificio e con personale insufficiente. Senza considerare il fatto che L’Aquila dovrebbe accollarsi anche il tribunale di Sulmona, che pure ha una mole di lavoro considerevole».
Secondo Colucci, che smentisce le ricorrenti voci su un probabile trasferimento a Bazzano, dove la struttura non è idonea, la possibilità concreta di impedire provvisoriamente la chiusura ci sarà con il voto del decreto Milleproroghe.
Si tratta, secondo Colucci, di «un iter naturale» per questo tipo di questioni. È inoltre un decreto che più volte, già in passato, ha salvato i tribunali abruzzesi e che il governo emana, solitamente una volta all’anno, intorno al mese di novembre. Il contenuto prevede appunto la proroga di disposizioni o il rinvio di scadenze che se non fossero rispettate provocherebbero gravi problemi per cittadini, imprese e istituzioni.
La funzione del decreto Milleproroghe è quindi quella di affrontare con un unico atto una serie di termini che altrimenti dovrebbero essere trattati e risolti separatamente. Ci sarebbe quindi una procedura propria dell’emergenza in questione perché si tratterebbe di una proroga alla chiusura di un servizio essenziale. (p.g.)
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