Tribunali da salvare, altro tentativo al Senato

3 Agosto 2021

In aula il disegno di legge di iniziativa regionale. E a Sulmona una consigliera fa lo sciopero della fame

AVEZZANO. Un nuovo tentativo al Senato per il salvataggio dei quattro tribunali abruzzesi a rischio chiusura. Oggi sarà portato in aula, salvo imprevisti, il disegno di legge di iniziativa regionale che potrebbe mettere fine ai balletti delle proroghe che ogni anno si ripresenta a causa della scadenza dei termini per la chiusura, come previsto dalla legge di riordino della geografia giudiziaria. Un paracadute che arriva dopo la clamorosa decisione assunta durante la notte dal presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati che, con un colpo di penna, ha stralciato l’emendamento votato all’unanimità da tutte le forze politiche in commissione motivando la cosa con una presunta «estraneità della materia». Tutto da rifare quindi per evitare le chiusure a settembre 2022 e non nel 2024 come era stato auspicato. L’ok delle commissioni congiunte Giustizia e Affari costituzionali al Senato e l’operato di senatori e sindaci sembra non essere servito a nulla. Ora si punta al Disegno di legge di iniziativa del consiglio regionale d'Abruzzo, comunicato alla presidenza del Senato il 23 settembre 2020 e recante la “nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero” e che vede primo firmatario il consigliere Simone Angelosante. Il disegno di legge era stato approvato all’unanimità in consiglio regionale e oggi dopo quasi un anno sarà portato in Commissione dal senatore Andrea Ostellari, della Lega, presidente della commissione Giustizia del Senato. Lo stralcio della proroga è stato definito dal presidente della Regione, Marco Marsilio «uno schiaffo all’Abruzzo e alla democrazia perché non è stata una questione di tecnicismi ma dietro all’inammissibilità decretata dal presidente del Senato c’è stata una evidente volontà politica del Governo». Il ministro Cartabia aveva infatti già espresso il suo parere contrario in commissione e nonostante ciò l’emendamento era stato approvato all’unanimità. La ministra non si era rassegnata e aveva messo in campo tutta la sua forza e le sue relazioni per sbarrare questo emendamento e la strada dell’approvazione in aula. Fonti parlamentari parlano di un interessamento diretto del Quirinale anche a seguito della recente lettera alle Camere per richiamare il Parlamento a non varcare certi limiti nella conversione in legge dei decreti. Per il presidente Marsilio «è arrivato quindi il momento di affrontare pubblicamente la questione visto che le scorciatoie e i sotterfugi per ottenere di volta in volta le proroghe si stanno rivelando inefficaci».
Intanto la consigliera comunale di Sulmona Elisabetta Bianchi, che anni fa si mise a capo di un movimento di avvocati che digiunarono per quasi una settimana, per sostenere la battaglia per il tribunale è tornata a fare lo sciopero della fame. (p.g.)
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