Tribunali da salvare, corsa per la proroga

9 Luglio 2021

A sostegno dello slittamento al 2024 l’emendamento di 10 senatori atteso all’esame delle Commissioni

AVEZZANO. La battaglia per la salvezza dei quattro tribunali minori abruzzesi riparte da Palazzo Madama: l’emendamento proroga per i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, depositato in forma congiunta da dieci senatori, la settimana prossima dovrà superare l’esame nelle Commissioni. Per questo i quattro sindaci, i due presidenti di Provincia e quelli degli Ordini degli avvocati, hanno chiesto un incontro urgente con i presidenti delle commissioni Affari giustizia e Affari costituzionali che nei prossimi giorni dovranno emettere il primo verdetto sull’ammissibilità. L’Abruzzo dunque è pronto a tornare a Roma per sostenere l’emendamento in cui si chiede di far slittare la chiusura a settembre 2024 (di due anni), garantendo personale e risorse.
Per i dieci senatori in caso di soppressione dei tribunali «un’area di circa 6.600 chilometri quadrati rimarrebbe del tutto priva di presìdi giudiziari», con ripercussioni negative sul piano dell’accesso alla giustizia, ma anche su quello economico. «Va salvaguardata la permanenza dei tribunali nella parte centro-meridionale dell’Abruzzo», sottolineano i senatori, «già notoriamente più esposta al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. Inoltre i quattro tribunali da sopprimere, durante la fase del “lockdown” e in quella immediatamente successiva, hanno continuato a far registrare elevati standard di efficienza con la celebrazione di un significativo numero di udienze – soprattutto penali – in presenza e in condizioni di sicurezza sanitaria. Al contrario di tribunali più grandi che sono stati costretti alla sostanziale paralisi, i presìdi di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto godono di ampi spazi e aule di udienza tutte dotate di finestre, mentre il palazzo di giustizia dell’Aquila presenta alcune carenze, così come quello di Chieti i cui spazi sono appena sufficienti ad ospitare uffici e aule. Il programmato accorpamento delle sedi giudiziarie», concludono i senatori, «risulterebbe irrazionale e certamente intempestivo nel quadro dell’attuale crisi sanitaria ed economica senza precedenti. La proroga di ulteriori due anni appare necessaria per garantire la calendarizzazione delle cause penali che necessitano di scadenze più a lungo termine». (f.d.m.)
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