Tribunali da salvare: ora si punta tutto sul decreto Milleproroghe

Per il senatore Quagliariello (Idea-Cambiamo) bisogna convergere sull’unica strada percorribile Intanto c’è cauta soddisfazione tra gli avvocati per l’apertura all’incontro da parte del ministro
AVEZZANO. Salvare il tribunale di Avezzano inserendo un rinvio della chiusura nel decreto Milleproroghe. È questa la presa di posizione del senatore di Idea-Cambiamo Gaetano Quagliariello che nei giorni scorsi ha incontrato le parti interessate alla vertenza per fare il punto della situazione.
MILLEPROROGHE
Quello che doveva essere un paracadute ora sembra diventare sempre di più una via obbligata per bloccare o posticipare la soppressione dei quattro tribunali abruzzesi di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, che dovranno chiudere altrimenti a settembre. Si pensava, infatti, a una soluzione parlamentare o tramite la commissione Giustizia con un’approvazione delle proroga in sede deliberante. Ma questa strada, con il passare dei giorni, sembra diventare una missione impossibile. Per tale motivo rispunta il Milleproroghe, che più volte negli anni passati ha salvato i tribunali dallo smantellamento.
L’IMPEGNO
«Dalla chiusura definitiva del tribunale non può che derivare una perdita economica generale, un arretramento della presenza istituzionale nella Marsica e quindi una retrocessione della città di Avezzano», sottolinea l’avvocato Emilio Amiconi, coordinatore cittadino di Idea. «Per scongiurare tutto questo confidiamo nei parlamentari, già ascoltati dall’ordine forense di Avezzano, che hanno assicurato un serio e mirato impegno nell’approvazione del decreto Milleproroghe». Il riferimento è proprio a Quagliariello che ha assicurato sostegno alla causa affermando che «la Marsica non verrà abbandonata». «Questa», aggiunge Amiconi, «è la strada da percorrere e l’ iniziativa su cui bisogna convergere».
CHE SUCCEDE ORA
Per ora l’obiettivo dell’ex ministro è arrivare a una proroga alla chiusura. Solo dopo si potrà lavorare a una legge che revochi la norma che ha decretato nel 2012 la chiusura dei tribunali minori. «Non si escludono, ma solo dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica», conclude Amiconi, «altre iniziative che possano portare a una revisione della geografia giudiziaria alla luce dei numeri imponenti che il tribunale di Avezzano fa registrare e che dovranno essere fatti valere».
L’INCONTRO
Prosegue intanto l’azione diplomatica che cammina parallelamente a un eventuale iter parlamentare. Lunedì il presidente della Regione Marco Marsilio ha annunciato che il ministro della Giustizia Marta Maria Carla Cartabia, la più ferma oppositrice al mantenimento dei quattro tribunali, ha accolto la sua richiesta di incontro per parlare della questione con una delegazione del comitato per la salvezza dei tribunali. «Si tratta di un passaggio importante», ha sottolineato il presidente dell’ordine degli avvocati di Avezzano, Franco Colucci. «Siamo moderatamente soddisfatti e andremo a vedere cosa ci dirà la ministra. Speriamo che ci dia buone notizie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

