Tribunali, gli avvocati a Cartabia: «Sciopero per un’altra settimana»

Risposta dopo il vertice di Roma. Nuova mobilitazione dal 21 febbraio: «No agli uffici come succursali» E per lunedì Marsilio convoca i parlamentari d’Abruzzo: la speranza (forse l’ultima) col Milleproroghe
AVEZZANO. Riparte lo stato di agitazione degli avvocati per salvare i tribunali. L’incontro di mercoledì con il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, piuttosto che dissipare dubbi sul futuro delle sedi giudiziarie ne ha creati degli altri. Così dicono gli avvocati, molto più scettici dei rappresentanti istituzionali che invece parlano di spiragli. Nell’incontro col Guardasigilli è spuntata l’ipotesi di andare avanti nell’accorpamento nonostante la carenza di strutture all’Aquila e a Chieti, lasciando delle succursali ad Avezzano e Sulmona, come a Lanciano e Vasto.
L’ASSEMBLEA decide
di fermare le udienze
Per questo motivo nel corso dell’assemblea degli avvocati del Foro di Avezzano, che si è tenuta ieri mattina, presieduta dal presidente dell’Ordine, Franco Colucci, è stata confermata la seconda fase dello sciopero delle 600 toghe marsicane, con l’astensione da lunedì 21 a lunedì 28 febbraio. La protesta non si ferma, quindi, e i legali non abbassano la guardia in attesa della votazione sul Milleproroghe. Le chiusure sono previste il 14 settembre, tra sette mesi. Venerdì 25 febbraio, inoltre, ci sarà un’assemblea per decidere le nuove forme di protesta da intraprendere. La preoccupazione di tutte le parti coinvolte nella vertenza è cresciuta dopo l’incontro con Cartabia che ha fatto intravedere la possibilità di un accorpamento ai tribunali dell’Aquila e di Chieti, con l’istituzione di quattro sezioni distaccate provvisorie, due di Avezzano e Sulmona e altrettante a Lanciano e Vasto. La delegazione abruzzese composta dai quattro presidenti degli Ordini forensi e dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha lasciato il dicastero non particolarmente soddisfatta. Almeno per quanto riguarda gli avvocati.
IL PRESIDENTE MARSILIO
CHIAMA I PARLAMENTARI
La strada che si spera possa portare a un rinvio della chiusura resta ancora una volta quella politica, con l’approvazione degli emendamenti presentati dai parlamentari abruzzesi. E proprio nella serata di ieri il presidente Marsilio ha convocato un incontro (lunedì alle 17) in videoconferenza con tutti i parlamentari abruzzesi, i sindaci di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, i presidente delle Province dell’Aquila e di Chieti, i presidenti degli Ordini degli avvocati. Incontro che precederà l’esame nelle Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) della Camera dei deputati del decreto Milleproroghe, a seguito della presentazione degli emendamenti volti a ottenere la proroga per i tribunali. L’esame dovrebbe tenersi mercoledì.
COLUCCI: PROTESTA
A OLTRANZA
«Per quanto riguarda il Milleproroghe», ha sottolineato il presidente dell’Ordine, Franco Colucci, «i parlamentari abruzzesi hanno presentato diversi emendamenti per chiedere la proroga di due anni all’accorpamento. Questa l’unica certezza al momento. Noi andremo avanti nella protesta a oltranza, fino a quando non otterremo l’obiettivo della proroga, l’unico in grado di garantire il funzionamento della macchina giudiziaria. Tutte le altre ipotesi porterebbero a un blackout del sistema e questa non può essere una soluzione accettabile per nessuno, e non dovrebbe esserla neanche per il Governo. Nel corso del consiglio direttivo», ha concluso Colucci, «ho relazionato sull’incontro con la ministra Cartabia, ribadendo che al momento non vi è alcuna garanzia. Qualcuno parla di apertura? Vedo solamente chiusure. Ma non ci fermeremo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

