Tribunali, il tempo stringe: le 4 opzioni per la salvezza

Dalla protesta a Roma fino al Milleproroghe, si punta a un’apertura fino al 2024 Gli avvocati premono: scongiurare disagi ai cittadini e salvaguardare l’economia
AVEZZANO. Non c’è più tempo e le opzioni per salvare il tribunale di Avezzano e quelli di Sulmona, Vasto e Lanciano dalla chiusura imposta della riforma della geografia giudiziaria sono chiare e definite. All’indomani del summit con comitati, Ordini degli avvocati e sindaci, al fine di preparare una strategia da portare avanti nelle prossime settimane, si pensa già alle azioni concrete necessarie per evitare la chiusura fissata a settembre 2022. Sono diverse le opzioni al vaglio, tra cui quella della protesta al fine di sensibilizzare la politica e sollecitare l’iter parlamentare dopo il clamoroso colpo di mano del presidente del Senato, la forzista Maria Alberta Casellati, imbeccata dal ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Nonostante l’approvazione bipartisan in Commissione, con i partiti in parlamento favorevoli alla proroga, la Casellati ha bloccato il provvedimento di propria iniziativa ancor prima di presentarla al parlamento.
ALZARE LA VOCE. La prima mossa dei comitati e degli amministratori dei territori coinvolti è quella della mobilitazione con una nuova manifestazione a Roma per protestare contro la chiusura dei tribunali abruzzesi. Sarà programmata prossimamente e su questa mossa stanno spingendo soprattutto gli avvocati. I timori in caso di chiusura, ad Avezzano come a Sulmona, Lanciano e Vasto, sono molteplici: i disagi per dipendenti e professionisti, le ripercussioni economiche sui territori.
COMMISSIONE. Si cerca l’approvazione in Commissione giustizia come sede deliberante. Questo significa che la proroga non dovrà più essere approvata in sede referente, quindi con la procedura ordinaria. Strada già percorsa dalla commissione che aveva dato l’ok alla proroga, poi bocciata in modo autoritario dal presidente del Senato in persona, una volta arrivata in aula. Stavolta si chiede di approvare il provvedimento di proroga in sede deliberante, cioè direttamente in Commissione giustizia, senza passare per il parlamento. In quel modo l’iter si accorcerebbe. In sostanza, la Commissione, che ha già dato parere favorevole, sarà chiamata di nuovo a pronunciarsi sul rinvio della chiusura, ma stavolta lo farà discutendo il disegno di legge prima che esso venga passato all’aula. Quindi il dibattito e l’approvazione dal parte della Commissione escluderebbe la necessità di coinvolgere l’aula parlamentare. L’iter legislativo si completerà quindi nella Commissione. Tanto più che l’altra Commissione, quella bilancio, ha già dato l’ok e i fondi per tenere aperti i tribunali (fino al 2024) sono stati già trovati.
MILLEPROROGHE. L’altra possibilità allo studio di amministratori e ordini professionali è quella delle Milleproroghe, decreto che più volte già in passato ha salvato i tribunali abruzzesi. Si tratta di un decreto legge che il governo emana, solitamente una volta all’anno, intorno al mese di novembre. Il contenuto prevede appunto la proroga di disposizioni o il rinvio di scadenze che se non fossero rispettate provocherebbero gravi problemi per cittadini, imprese e istituzioni. La funzione del decreto Milleproroghe è quindi quella di affrontare con un unico atto una serie di termini che altrimenti dovrebbero essere trattati e risolti separatamente. Si tratta di una procedura propria dell’emergenza in questione perché si tratterebbe di una proroga alla chiusura di un servizio essenziale. Questa procedura-paracadute, però, rischia di provocare problemi alla gestione dei processi nei tribunali. Se dovesse passare ancora altro tempo prima della proroga, infatti, i rinvii dei processi potrebbero essere fissati già direttamente nei tribunali provinciali, come all’Aquila nel caso dei tribunali di Avezzano.
DISEGNO DI LEGGE. Una quarta via è quella che riguarda il disegno di legge di iniziativa del consiglio regionale. L’atto ufficiale è stato comunicato alla presidenza del Senato il 23 settembre 2020 e riguarda «la nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero». La Regione Abruzzo si impegna a sostenere le spese per la gestione dei tribunali.

