Tribunali, la politica fa quadrato e rilancia sui due anni di proroga

5 Agosto 2021

Riproposto il Disegno di legge che prevede il rinvio della chiusura dei quattro palazzi di giustizia E i dipendenti degli uffici di Sulmona insorgono: «Così si calpestano i diritti di migliaia di cittadini»

SULMONA. Non si ferma la battaglia per la salvaguardia dei tribunali di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto. Dopo l’iniziativa della presidente del Senato, la forzista Maria Alberta Casellati che ha affossato l’emendamento che prevedeva due anni di proroga, torna a mobilitarsi il gruppo di lavoro – composto da Domenico Di Berardino (sindaco di Avezzano facente funzione), Mario Pupillo (sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti), Anna Maria Casini e Francesco Menna, (sindaci di Sulmona e Vasto), dal presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, e dai presidenti degli Ordini degli avvocati, Franco Colucci, Luca Tirabassi, Vittorio Melone e Silvana Anna Vassalli – che reclama una nuova chance per i quattro tribunali, per poi giocarsi la partita decisiva con l’attesa riforma della geografia giudiziaria. Ieri è stato riproposto un disegno di legge, a firma del senatore Giacomo Caliendo e poi di Riccardo Nencini e di altri loro colleghi, che prevede il rinvio di due anni della soppressione dei quattro tribunali abruzzesi. Onde evitare facili strumentalizzazioni nel testo è già individuata la copertura finanziaria del provvedimento. Alla presidente Casellati è stato già chiesto di assegnare il Ddl alla Commissione giustizia in sede deliberante, così da abbreviare tempi e procedure evitando il voto dell’aula perché non necessario. Lo ha reso noto il componente del consiglio nazionale del Partito socialista, il sulmonese Massimo Carugno: «Esprimo soddisfazione per il fatto che, a fianco ai parlamentari abruzzesi impegnati nella salvaguardia dei tribunali, sia schierato Riccardo Nencini, mosso dalla convinzione che il principio del decentramento amministrativo, non sia violentato dalla scellerata legge che ha soppresso molti tribunali e che oggi minaccia anche quello sulmonese» Nel frattempo va avanti anche l’altro disegno di legge “Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero” che mantiene in vita i tribunali minori della provincia dell’Aquila e di Chieti con la ripartizione delle spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza delle strutture a carico del bilancio della Regione richiedente, mentre le spese per le retribuzioni dei magistrati, del personale amministrativo e di polizia giudiziaria restano a carico dello Stato. Il disegno di legge è stato incardinato ieri in Commissione giustizia al Senato, presieduta da Andrea Ostellari (Lega). Lo dichiarano il consigliere regionale Simone Angelosante, primo firmatario del progetto di legge, e Sabrina Bocchino, portavoce regionale del carroccio e consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza: «Un’ulteriore dimostrazione della concretezza del gruppo consiliare leghista che, di concerto con i vertici nazionali, è al lavoro per mantenere immutata la geografia giudiziaria regionale. Il Ddl in questione rappresenta la giusta soluzione per superare le contrarietà tecniche avendo già raggiunto la sintesi politica». Intanto in un comunicato diffuso ieri pomeriggio, il personale degli uffici giudiziari di Sulmona (Tribunale, Procura e Unep) esprime la propria contrarietà e il proprio disappunto per lo stralcio dell’emendamento che prevedeva la proroga di ulteriori due anni per i quattro tribunali abruzzesi di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto. «Soltanto coloro che non capiscono, o peggio fanno finta di non capire, non vedono come i cittadini dei territori dell’Abruzzo interno saranno penalizzati nei loro diritto fondamentale di accesso alla giustizia che, ancora oggi, è in grave ritardo su tutto il territorio nazionale rispetto alla tanto auspicata digitalizzazione», scrivono dal palazzo di piazzai, «e che di contro fornisce una molteplicità di servizi (dagli adempimenti relativi alle successioni, alle istanze per le riabilitazioni dai protesti, alle domande più varie per le autorizzazioni per i minori) per i quali gli stessi cittadini, nel nostro caso quelli di Sulmona e di tutto il circondario, saranno costretti a recarsi, anche più volte, all’Aquila con conseguente notevole aggravio di spese e disagi».
Il personale del tribunale conclude auspicando che le forze politiche che rappresentano il territorio «uniscano i loro sforzi per far sì che il Disegno di legge della Regione Abruzzo trovi la più rapida calendarizzazione in parlamento e venga approvato in modo unitario».
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