Tribunali, la Regione torna alla carica

12 Gennaio 2022

Il presidente Marsilio sollecita la ministra Cartabia: «Ha garantito che entro fine mese fisserà la data per l’incontro»

AVEZZANO. La chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto è sempre più vicina (settembre). E la situazione di stallo, che sembra ormai incancrenita, non è stata sbloccata né con un iter parlamentare, né con iniziative del governo centrale. Proprio per tale ragione il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è tornato a sollecitare l’incontro che la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, gli aveva accordato prima di Natale. Tutto ciò proprio mentre in questi giorni è scoppiato in tutta Italia il caso sul rischio di prescrizione dei reati a causa di tanti tribunali sommersi dai procedimenti. Un pericolo paventato anche dagli avvocati abruzzesi perché, in caso di chiusura di tribunali che oggi mostrano ottime performance, come ad esempio quello di Avezzano, gli accorpamenti provocherebbero un blackout del sistema giustizia.
SOLLECITO AL MINISTRO
Il confronto era stato chiesto – e promesso – in occasione del tradizionale scambio di auguri al Quirinale che il presidente Marsilio aveva avuto con la ministra Cartabia. Il Guardasigilli aveva assicurato che, non appena terminato l’esame della legge di riforma della giustizia, avrebbe incontrato la delegazione abruzzese. Marsilio aveva avuto mandato dell’assemblea tenutasi ad Avezzano e la ministra aveva assicurato che avrebbe ascoltato con attenzione e senza pregiudizi le ragioni del territorio in difesa dei tribunali. Dopo un’attesa di settimane, il presidente della Regione Abruzzo è tornato a sollecitare Cartabia. «Il ministro», ha spiegato Marsilio, «mi ha garantito che entro la fine del mese di gennaio verrà comunicata la data di questo incontro. L’auspicio», ha aggiunto, «è che si possa arrivare a una soluzione positiva della questione entro breve tempo».
ALLARME PRESCRIZIONI
Intanto, scoppia il caso prescrizioni. Un problema che riguarda tutta Italia ma che potrebbe avere ancora maggiori ripercussioni in Abruzzo qualora ci fossero gli accorpamenti. Timori avanzati dagli Ordini degli avvocati. Si parla della prescrizione dei reati, anche per processi non complessi, riguardanti ad esempio il furto e la truffa. «Quelle di un eventuale accorpamento», ha spiegato il presidente dell’Ordine forense della Marsica, Franco Colucci, «sono decisioni che non hanno tenuto conto delle reali caratteristiche dei territori nei quali si realizzeranno le chiusure degli uffici giudiziari. Ne è la prova che, già nel 2013, la soppressione di molti tribunali italiani provocò disagi e appesantimenti dell’attività. Problemi ancora esistenti. Con buona pace dei risparmi economici che la nuova geografia giudiziaria avrebbe dovuto conseguire. La giustizia», ha aggiunto Colucci, «dovrebbe essere vicina ai cittadini non da ostacolo, creando disagi. Vogliamo ottenere una proroga di almeno un anno per poter ridiscutere la legge sulla geografia giudiziaria e trovare soluzioni utili. Non è possibile portare allo sfascio la giustizia in un territorio così vasto come quello dell’Abruzzo sud e dove attualmente funziona bene».
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