Tribunali, nuova protesta a Roma «Il ministro ci deve ripensare»

23 Luglio 2021

Amministratori e avvocati andranno da Cartabia: «Il parere negativo sulla proroga va cancellato» L’emendamento dei dieci senatori bocciato perché manca la relazione sui costi: la battaglia continua  

AVEZZANO. Una mancata relazione illustrativa, probabilmente sui costi, avrebbe indotto il ministero della Giustizia al parere negativo sulla proroga per i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Per questo il senatore Nazario Pagano ha chiesto che la discussione in commissione Giustizia del Senato sull’argomento venga rinviata a lunedì, per consentire ai tecnici di acquisire il documento prima di votare la proposta. Questa, presentata da dieci senatori, è stata dichiarata ammissibile dalla commissione Affari costituzionali.
DI NUOVO A ROMA. «In attesa del voto di lunedì, domani (oggi, ndc) ci riuniremo di nuovo per concordare un incontro con il ministro della Giustizia», spiega Gianluca Presutti, presidente della camera penale del tribunale di Avezzano e consigliere comunale, «È chiaro che l’atteggiamento del ministero non fa sperare nulla di buono», aggiunge l’avvocato, «ma il problema non è tecnico, bensì politico, visto che sia il ministro che il governo sembrano sordi alle nostre richieste. Per essere più incisivi i parlamentari chiederanno audizione al guardasigilli eventualmente insieme ai rappresentanti dei territori e degli ordini forensi. Mentre i vescovi hanno fatto sapere di voler inviare la loro lettera direttamente alla segreteria di via Arenula. Insomma», conclude il presidente della camera penale, «non ci arrendiamo, la battaglia continua». Si tornerà dunque a Roma per spiegare a Marta Cartabia i problemi che affliggono il territorio e che rendono necessario mantenere aperti i quattro tribunali.
LA BATTAGLIA CONTINUA. Il “no” alla proroga non scoraggia amministratori, avvocati e politici decisi a chiedere un incontro urgente al guardasigilli. Sarà questo il tema al centro del confronto in agenda per oggi. Dopo la doccia gelata, arrivata dalla capitale con la bocciatura della richiesta di proroga, dunque, l’Abruzzo si rimbocca le maniche in cerca di una nuova soluzione per aggirare l’ostacolo ministeriale. «Non ci fermeremo perché qualcuno al ministero non vede di buon occhio la proroga», rilancia Franco Colucci, presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, «non mi risulta essere una decisione del ministro», precisa il legale, «ma dei tecnici ministeriali che ritengono di non dover salvare i quattro tribunali».
L’INCONTRO. I palazzi di giustizia di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto rischiano di chiudere i battenti il 14 settembre del prossimo anno, per questo dieci senatori hanno presentato l’emendamento per chiedere una ulteriore proroga fino al 2024. «Chiederemo un incontro al ministro Cartabia», conferma l’avvocato Colucci, «in modo da poter esporre direttamente a lei tutte le problematiche che affliggono questi territori e perché i quattro tribunali devono restare aperti». Il presidente dell’ordine si riferisce alla lunghe distanze che i cittadini saranno costretti a percorrere e alle problematiche di sovraccarico che potrebbero derivare dagli accorpamenti di Sulmona e Avezzano al Tribunale dell’Aquila e di Lanciano e Vasto al presidio di Chieti. Senza contare le ripercussioni negative che l’assenza della giustizia di prossimità potrebbe arrecare in termini economici e di gestione della piccola criminalità. Amministratori e avvocati abruzzesi si sono detti pronti anche a manifestare sotto gli uffici del ministero di via Arenula, forti anche del sostegno degli arcivescovi Bruno Forte ed Emidio Cipollone e dei vescovi Pietro Santoro e Michele Fusco, scesi in campo per sostenere la causa. Intanto oggi a Sulmona e Avezzano è attesa la vicepresidente di Palazzo Madama Anna Rossomando.
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