Tribunali, una corsa a ostacoli Gli avvocati pronti allo sciopero

16 Febbraio 2022

Accantonato l’emendamento al decreto Milleproroghe perché non c’è ancora il parere del governo Colucci: «Combatteremo tutti insieme fino a quando non riusciremo a portare a casa il risultato»

AVEZZANO. È stato accantonato l’emendamento al decreto Milleproroghe per salvare i tribunali abruzzesi. Ed è stato fatto perché non è ancora arrivato il parere del governo sulla questione. Questo significa che ci sono ancora due giorni di tempo per trovare una via che possa portare alla proroga della chiusura, prevista il 14 settembre prossimo. Nel frattempo un esercito di 1.500 avvocati si sta preparando allo sciopero contro la chiusura. Al muro alzato dal ministro della giustizia Marta Cartabia, che per il momento non è scesa a compromessi con i parlamentari abruzzesi e con il territorio, i legali dei Fori di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto si preparano alla grande astensione prevista lunedì prossimo. Oltre allo sciopero dei 600 avvocati del foro di Avezzano, è stata proclamata l’astensione anche negli altri tre presidi. Lo sciopero è stato proclamato dal 21 febbraio, fino al primo marzo, con esclusione delle udienze relative a imputati detenuti in custodia cautelare. Intanto i lavori nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio, procedono inesorabilmente, se pur lentamente. La discussione sui tribunali è all’articolo otto, ma per ora il punto è stato accantonato. Quindi il nodo sulle strutture giudiziarie sarà trattato domani. In questi giorni ci sono state proposte di mediazione presentate anche tramite il sottosegretario alla Giustizia Anna Macina. Una di queste era quella di ridurre la proroga da due anni a uno. Finora il Ministero non ha mai risposto. Questo dovrebbe avvenire tra oggi e domani mattina. Gli avvocati però non mollano e sono pronti ad andare avanti a oltranza. «Combatteremo con convinzione fino al 14 settembre», ha dichiarato l’avvocato Franco Colucci, presidente dell’Ordine di Avezzano, «fino a quando non riusciremo a portare a casa il risultato. La nostra non è una battaglia di campanile, ma si basa su dati oggettivi. Non si pensi che il Milleproroghe sia l’ultima spiaggia».
«Abbiamo deliberato una prima astensione perché non c’era stata una interlocuzione con il ministro», ha sottolineato il presidente dell’Ordine forense di Sulmona, Luca Tirabassi, «poi c’è stata concessa, ed è stata ampia, articolata e proficua. Ci è stato detto che ci sarebbe stata una riflessione, ma da allora non è giunto alcun risultato ufficiale e quindi abbiamo indetto la nuova astensione del 21 febbraio. Se il Ministero dovesse dare parere favorevole saremo pronti a revocarla. Qualora ci fosse un’apertura di qualunque tipo valuteremo la strada della revoca». Intanto anche i Comuni si stanno organizzando. Il primo a prendere una posizione formale è stato quello di Vasto che dovrebbe essere imitato in queste ore dagli altri Enti interessati.
L’assise civica ha portato in consiglio un provvedimento con il quale si schiera formalmente a favore della battaglia contro la soppressione dei tribunali minori abruzzesi e dei relativi uffici della procura. L’istanza a difesa e tutela del tribunale di Vasto e di tutti quelli abruzzesi in soppressione è stata votata all’unanimità. «In questi lunghi anni di battaglia grazie ai parlamentari, all’Ordine degli avvocati e al consiglio comunale», ha dichiarato il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «si è riusciti ad evitare la chiusura, fatto che purtroppo invece si è verificato in tante città d’Italia. Il nostro territorio si vede costretto a battersi contro le infiltrazioni criminali. Mai come in questo momento, anche in virtù dei recenti accadimenti di cronaca, è importante ribadire la necessità di questo presidio».
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