Tributi, si torna a pagare In arrivo 21mila bollette

Il 60% della Tari in due soluzioni (31 agosto e 15 ottobre), il saldo entro fine anno E a settembre il recupero crediti: oltre 5mila avvisi per Imu e Tari non versate
AVEZZANO. Fine della moratoria per i tributi comunali: in arrivo i bollettini per il pagamento della Tari ai 21mila utenti iscritti a ruolo. L’Ente è ormai con le casse semivuote per lo stop ai pagamenti stabiliti dal governo per l’emergenza sanitaria, unito ai provvedimenti di sostegno per le famiglie e le attività commerciali in crisi. Così il Settore tributi guidato dal dirigente Massimiliano Panico ha avviato le procedure per la consegna dei bollettini di pagamento del servizio – affidato alla società Tekneko – finora rimasto in sospeso. Per non pesare troppo sulle tasche dei cittadini l’anticipo della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani (60% rispetto alla somma pagata nel 2019) si potrà pagare scaglionata in due soluzioni: la prima entro il 31 agosto; la seconda entro il 15 di ottobre (oppure in un’unica tranche). La quota rimanente, il 40%, invece, potrà essere saldata entro la fine del 2020.
Con il nuovo anno, in linea con le leggi dello Stato centrale, sempre più spinte verso la digitalizzazione, i pagamenti dei tributi potranno essere effettuati col sistema “PagoPa”, oppure col modello classico nelle ricevitorie, gli uffici postali, le tabaccherie, le coop e agli altri centri commerciali abilitati. Per facilitare il pagamento on line, tramite gli smartphone, l’Ente ha implementato il sito con un’area dedicata. «Dove», ricordano dagli uffici comunali, «l’utente può accedere ed eseguire le operazioni con tutta comodità anche da casa».
Con l’invio dei 21mila bollettini, quindi, il Comune torna a battere cassa verso gli utenti, anche per onorare il contratto con la società Tekneko che effettua la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti: il servizio aggiudicato negli anni scorsi costa oltre 5 milioni di euro l’anno.
Nel mese di settembre, invece, il Comune busserà alla porta degli utenti risultati non in regola con il pagamento dell’Imu e della Tasi degli anni precedenti: oltre cinquemila persone. Si parte, quindi, con la tassa dei rifiuti in vigore dal 1° gennaio 2014, in sostituzione dei precedenti tributi per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti (Tarsu, Tia e Tares). Il pagamento della Tari è dovuto da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo alloggi, locali o aree scoperte, adibiti a qualsiasi scopo, suscettibili di produrre rifiuti urbani. L’importo varia a seconda del Comune e comprende sia una quota fissa che una variabile. La prima viene calcolata a seconda della superficie dell’immobile, la seconda invece dipende dalla quantità di spazzatura prodotta: per questo è legata al numero di componenti del nucleo familiare.
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