Trifuoggi-Cialente, le prime schermaglie

30 Aprile 2016

Per adesso nessuna rottura traumatica fra i due anche se l’ex magistrato punta decisamente alla candidatura a sindaco

L’AQUILA. Chi ha paura di Nicola Trifuoggi? È questa la domanda che oggi bisognerebbe porsi rispetto alla decisione dell’attuale vicesindaco (e quindi in teoria ancora organico al centrosinistra che appoggia Massimo Cialente) di candidarsi il prossimo anno alla poltrona più prestigiosa della città. Trifuoggi da ex magistrato è stato lo spauracchio della politica abruzzese per almeno un lustro. Cialente, che stava per essere travolto anche lui dal clamore mediatico dell’inchiesta che coinvolse nel gennaio 2014 l’allora vicesindaco Roberto Riga chiamò l’ex pm al suo capezzale come “mallevadore” rispetto sia all’opinione pubblica che alla magistratura aquilana.

Trifuoggi non è uno che si lascia manovrare facilmente e i bene informati dicono che se in giunta c’è un signornò quello è lui. Un ruolo che tutto sommato al sindaco Cialente è piaciuto anche a costo di dover ingoiare qualche rospo. Ma ora comincia a essere diverso. L’essersi lanciato con più di un anno di anticipo in una campagna elettorale che è ormai nei fatti, pone Trifuoggi al centro della scena politica cittadina. Il sindaco prima ha provato a metterlo in trappola con la storia delle Primarie del centrosinistra, ora tenta di smontarlo dicendo che se l’ex magistrato (75enne) pensa di affidarsi alle liste civiche non andrà da nessuna parte. Ma il problema in realtà non è questo e a palazzo Fibbioni lo sanno tutti.
La verità è che Trifuoggi riempie un vuoto. Il centrosinistra è convinto di vincere nel 2017 a mani basse, sia se a candidarsi a sindaco sarà Giovanni Lolli – magari con uno scambio alla pari con Cialente nella giunta regionale – o qualcuno dei rampanti di belle speranze del Pd (Americo Di Benedetto o Pierpaolo Pietrucci). Nel centrodestra per ora c’è un vuoto sia di idee che di candidature e da quella parte non c’è nessuno, per ora, che possa far danno alla corazzata Pd. Ecco perché Trifuoggi sta diventando un problema serio per chi governa oggi L’Aquila. L’ex pm va in giro a dire che un’alternativa allo strapotere (o presunto tale) di Cialente e compagni è possibile. È per questo che c’è chi annuncia in maniera esplicita di appoggiarlo. Certo a oggi è difficile ipotizzare un Trifuoggi sindaco. Ma a volte, come noto, basta la paura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA