Troiani: non voglio giocatori di “cartone”

Il coach neroverde: il derby? Finora abbiamo solo 14 tesserati da poter schierare Per rinascere ci vuole un ricambio generazionale di tutti i dirigenti della palla ovale
L’AQUILA. Domenica in teoria L’Aquila Rugby Club potrebbe giocare il derby contro la Gran Sasso, a Villa Sant’Angelo (ore 15.30).
Ma c’è un... ma. Il direttore tecnico neroverde, Vincenzo Troiani, fino a ieri sera aveva a disposizione soltanto 14 giocatori. Per scendere in campo ce ne vogliono almeno 15, con tre di prima linea (tallonatori e piloni). «Alcuni altri tesserati la società dovrebbe darmeli oggi, però il problema è che non voglio mandare in campo o in panchina giocatori di “cartone”. Innanzitutto per la loro incolumità, e poi per una questione di dignità», dice Troiani. «Anche se la società dovesse tesserare 27 giocatori, ma la metà è fittizia, non potrei schierare la squadra. Aspetto per oggi i nuovi tesserati e dopo l’allenamento – come ho fatto venerdì scorso – diramerò i convocati. A quel punto vedremo quanti saranno quelli in grado di poter sostenere una partita del livello che ci attende. Già lo scorso anno la Gran Sasso ci ha messo in difficoltà e quest’anno sarà ancora più dura, perché loro, soprattutto in prima linea, sono molto forti fisicamente e tecnicamente preparati. Noi stiamo lavorando in condizioni difficili e con un mese di preparazione e abbiamo metà della squadra dello scorso anno. La mia sensibilità e professionalità mi impongono di non mandare i ragazzi al macello».
Dunque, è sempre in bilico il derby di domenica. Ma le riflessioni di Vincenzo Troiani partono da lontano, dallo scorso anno: «Ho lanciato il grido d’allarme da molto tempo», dice il dt neroverde, «ma è rimasto inascoltato. Mauro Zaffiri ci ha lasciato quasi a fine luglio e nel frattempo non si è fatto nulla a livello societario per salvare la stagione, nonostante la nostra – mia e degli atleti – grande disponibilità. Non facciamo questione di denari, ma di passione e orgoglio per una città che deve rinascere. Questo stillicidio, in atto da diversi anni, tra Polisportiva, L’Aquila 1936, ora la Rugby Club, sta uccidendo il rugby aquilano», sottolinea Troiani. «È stato dissipato un patrimonio della città. Ci hanno proposto giocatori di serie C con cartellini da 1.850 euro: una follia. Qualcuno si è accorto che non nascono più i fenomeni di prima? Perché non si è continuato l’enorme lavoro qualitativo di Massimo Mascioletti e Francesco Hostiè? Perché a qualcuno fa comodo la morte del rugby, perché c’è bisogno – e su questo concordo pienamente con il sindaco Pierluigi Biondi – di un profondo ricambio generazionale a livello di dirigenza di tutto il rugby. Questi attuali guardano indietro, non vogliono guardare ai nostri giovani, agli Under 6, al futuro. Così, però, il futuro dei nostri ragazzi saranno i centri commerciali. E io a questo non ci sto».
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