Troppe case invendute, crollano i prezzi

9 Gennaio 2016

Appartamenti svenduti con un ribasso fino al 40 per cento rispetto a prima del terremoto, regge solo il centro storico

L’AQUILA. Il mattone, all’Aquila, non è più un investimento. Crollano i prezzi delle case, mentre aumentano a dismisura le abitazioni in vendita. Il mercato immobiliare soffre uno sbilanciamento enorme tra domanda e offerta. Conseguenza: gli appartamenti vengono svenduti, con un ribasso del 40 per cento rispetto a prima del sisma, o dati in affitto a prezzi irrisori. Regge solo l’anello tra via Strinella, Santa Maria di Farfa e la Villa Comunale dove il nuovo, inteso anche come demolizione e riedificazione, è sul mercato a 2.300-2.500 euro al metro quadrato. E continua a vendersi bene. Diversa la situazione in periferia, dove il prezzo per gli immobili in vendita oscilla tra i 1.500 e i 1.800 euro a metro quadrato.

Analoga la situazione degli affitti: non più di 400 euro, per case di taglio medio, fino a 80 metri quadrati. Appena poco di più per abitazioni di 120-130 metri quadrati, con tre camere. Si sale fino a mille euro, se l’affitto riguarda le pochissime abitazioni già ristrutturate in centro storico, dove i locali ad uso commerciale e ufficio vengono affittati anche a 45 euro al metro quadrato. Un dato è certo: le abitazioni vuote, che i proprietari intendono vendere o affittare, sono migliaia. Troppe rispetto a una domanda che resta esigua. E la situazione, spiegano gli esperti del settore, è destinata a peggiorare.

«Gli immobili in vendita sono moltissimi», conferma il titolare dell’agenzia Urban, «con una lievitazione dell’offerta, rispetto alla domanda, che ha raggiunto livelli di guardia. La disponibilità del progetto Case ha determinato uno squilibrio enorme, a cui si aggiunge il gap dell’Università, con una svalutazione del prezzo di mercato delle abitazioni che sfiora il 40 per cento. A essere messe in vendita sono, soprattutto, le seconde case, che prima costituivano una fonte di reddito, se affittate».

Un esempio su tutti: in via Di Vincenzo, immediata periferia della città, appartamenti di 120-130 metri quadrati, che prima del sisma veniva ceduti a 220 mila euro, oggi sono in vendita a 150mila euro. «E si fa fatica a chiudere la trattativa», confermano dalla Urban, «per la locazione, invece, si registra una lievitazione dei costi degli affitti in centro storico, dove la media è di 25 euro a metro quadrato. Tariffe legate anche alla scarsa disponibilità di locali, alcuni ristrutturati ma sprovvisti di utenze».

Identica la situazione rappresentata dall’agenzia immobiliare Pianeta Casa: «In periferia, su ogni palazzo ristrutturato, si trova almeno un cartello con la scritta “Vendesi” o “Affittasi”. In zona San Francesco i prezzi sono crollati: per 60 metri quadrati si chiedono 75mila euro, mentre a Pettino appartamenti che, prima del terremoto, sono stati venduti a 250mila euro, oggi sono sul mercato a 190mila».

In periferia il costo a metro quadro, per il nuovo, oscilla tra i 1.600 e i 1.900 euro al metro, secondo le finiture, «mentre», spiegano da Pianeta casa, «il centro storico resta appetibile: qui le case sono in vendita anche a 2.500-3mila euro a metro quadrato e per 40 metri quadrati di locale in affitto si devono sborsare anche 900 euro».

Chiudere una trattativa per la vendita di una casa è sempre più complesso. «Paradossalmente», affermano all’Agenzia immobiliare aquilana, «c’è più richiesta per le abitazioni E, rinforzate e ben ristrutturate dopo il sisma, che per quelle dichiarate A o B. Ancora meglio se gli edifici sono stati abbattuti e ricostruiti. Ma è evidente il tracollo dei prezzi, trainato da un aumento esponenziale delle abitazioni disponibili». Oggi 120 metri quadrati si affittano a 450 euro, contro i 600 del pre-terremoto. «Chiudere una trattativa è sempre più difficile», fanno notare all’Agenzia immobiliare aquilana. «se prima bastavano tre appuntamenti, adesso dopo venti incontri ancora siamo in alto mare».

Monica Pelliccione

©RIPRODUZIONE RISERVATA