Troppi assenti, salta il consiglio L’opposizione: «Di Piero a casa»

1 Aprile 2023

Tre poltrone vuote tra i banchi della maggioranza e la minoranza fa mancare il numero legale in aula E risale la tensione tra le diverse coalizioni con reciproci scambi di accuse. Oggi nuova convocazione

SULMONA. Tre consiglieri di maggioranza si assentano, l’opposizione non si presenta in aula e salta la seduta del consiglio comunale. Fibrillazioni a palazzo San Francesco ieri mattina poco prima dell’assise civica che di fatto non si è svolta. Le tensioni emerse negli ultimi giorni tra le fila della maggioranza hanno subito spinto i consiglieri d’opposizione a chiedere l’uscita di scena dell’amministrazione Di Piero accusato «di avere la testa sotto la sabbia». Oggi alle 10.30 il consiglio tornerà a riunirsi.
IL CONSIGLIO
I lavori dovevano iniziare questa mattina alle 9.30. Il presidente del consiglio comunale, Cristiano Gerosolimo, aveva convocato i lavori per discutere sette punti, tra cui debiti fuori bilancio, tassa sui rifiuti e convenzione con il Comune di Pratola Peligna per la gestione associata dell'ufficio del segretario generale. Una seduta senza troppi intoppi alla quale doveva seguire una riunione dei capigruppo con le associazioni di categoria sul progetto del gasdotto Sulmona-Foligno. Poco prima dell'inizio dei lavori si è saputo che non tutti i consiglieri di maggioranza sarebbero stati presenti in aula. Mancava il consigliere Jacopo Lupi (M5S) in ospedale, e mancavano i consiglieri Caterina Di Rienzo e Maurizio Proietti, anche loro assenti per problemi di salute della donna.
Quando è stato il momento di iniziare Franco Di Rocco, Andrea Gerosolimo, Antonietta La Porta, Vittorio Masci, Luigi Santilli e Salvatore Zavarella non si sono presentati in aula. Alla maggioranza è mancato il numero legale e la seduta non si è potuta tenere.
OPPOSIZIONE
Dure critiche sono arrivate dai consiglieri di opposizione compatti a Di Piero accusato di essere sotto scacco del Pd e di alcuni amministratori locali. «Già in passato è capitato di dover garantire il numero legale nello svolgimento delle commissioni e in consiglio e lo abbiamo fatto nell’interesse della città», hanno spiegato Di Rocco, Gerosolimo, La Porta, Masci, Santilli e Zavarella, «rispetto però non ricambiato tanto da costringerci a precisare che non saremmo stati più disponibili a coprire le assenze ingiustificate di chi è tenuto a garantire la presenza di una maggioranza in assise. Ma ora la misura è colma! Siamo stanchi di assistere a balletti tra il Pd e parte della maggioranza. Si parla solo di presidenza del consiglio, vicesindaco e assessori e la città è al palo. Un’amministrazione nelle mani del Partito democratico e di un manipolo di persone che la utilizzano come grimaldello nelle aziende partecipate. Un sindaco incapace di reagire ai continui scossoni provenienti dalla sua stessa maggioranza, incapace di garantire il numero legale per l’apertura della seduta».
Secondo gli esponenti della minoranza «il sindaco la smetta di mettere la testa sotto la sabbia e ne prenda definitivamente atto».
MAGGIORANZA
I gruppi di maggioranza Intesa per Sulmona, Movimento 5 Stelle, Pd, Sbic e Sulmona libera e forte hanno preso posizione in merito all’accaduto criticando aspramente l’atteggiamento dei consiglieri di opposizione e il loro “assenteismo”.
«Siamo certi che i cittadini di Sulmona ringrazieranno la minoranza per aver impedito, con la sua assenza, la seduta del consiglio in cui si sarebbero dovuti votare provvedimenti importanti, quali la cosiddetta pace fiscale», hanno evidenziato i vari componenti dei gruppi consiliari, «ringraziamo la minoranza, assente anche oggi (ieri per chi legge), così come è stata assente quando ha disertato l’aula per non affrontare le grandi criticità del Cogesa, per non aver ritenuto necessario di partecipare all’incontro, convocato dopo il consiglio, con le categorie interessate (Confcommercio, Anci, ecc) che avevano richiesto un confronto su centrale Snam e metanodotto. Gli argomenti quali le sorti del Cogesa, la centrale di compressione e il metanodotto non possono essere riportati a “fatti” della maggioranza, sono temi che investono tutti i cittadini e il consiglio nella sua totalità senza distinzioni tra maggioranza e minoranza».
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