Troppi debiti: il commissario contro gli ex amministratori
SULMONA. Non proprio una cartolina di Natale beneaugurante quella mandata dall’attuale commissario regionale del Consorzio di Bonifica Aterno sagittario Adelina Pietroleonardo a chi, negli ultimi...
SULMONA. Non proprio una cartolina di Natale beneaugurante quella mandata dall’attuale commissario regionale del Consorzio di Bonifica Aterno sagittario Adelina Pietroleonardo a chi, negli ultimi anni, ha amministrato l’ente che si occupa dei canali irrigui della Valle Peligna e della Valle dell’Aterno.
In un manifesto fatto affiggere sui muri dei paesi gestiti dal Consorzio, il commissario punta il dito sugli ex amministratori ritenendoli responsabili dell’attuale grave crisi economica in cui versa l’ente. «Lo stress finanziario generato al consorzio», sottolinea il commissario, «ha comportato un accumulo di debiti per 3.500.000 euro, a fronte di un volume di crediti di dubbia esigibilità di circa 2400 euro, il cui ripianamento richiederà un reperimento di risorse straordinarie». Pronta la replica dell’ex presidente del Consorzio di Bonifica Ernesto Zuffada: «L’amministrazione da me presieduta rivendica tutto quanto realizzato in poco più di un biennio di gestione dell’Ente. In primis, in virtù del lavoro fatto con la precedente amministrazione regionale, grazie al fondo di rotazione di ottocentomila euro e al relativo piano di restituzione, è riuscita a non emettere il ruolo straordinario a carico dei Consorziati, riportato nel bilancio 2017, deliberato dalla precedente amministrazione, presidente Schiavitti, per un importo di 967.449,66 euro». E poi un lungo elenco di cose fatte: «Tra i primi provvedimenti adottati, invece di pagare ditte e fornitori, ha ritenuto bene di deliberare il pagamento dell’indennità di carica e del rimborso spese del precedente commissario, per un importo totale di 16.658,00 euro. A questo punto è legittimo il sospetto che tutta la macchina del fango che è stata attivata serve solo alla “Politica” come scusa per rinviare le elezioni, mantenere le mani sui Consorzio e lasciare che i consorziati ne paghino le spese», conclude Zuffada, «precostituendosi così un alibi per aumentare il ruolo o addirittura tornare a prevedere un ruolo straordinario». (c.l.)
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