«Troppi disservizi, vendo casa a Scoppito»

Comandante della Marina polemizza: «Gli amministratori locali imparino da altre realtà europee»
SCOPPITO. Si era innamorato dell’Abruzzo e aveva acquistato una seconda casa nell’aquilano, a Scoppito. Ma dopo l’ennesimo disservizio, il comandante della Marina Militare Giulio Cargnello, residente nel nord Italia, ha deciso di rivendere l’abitazione: «Purtroppo la mia esperienza abruzzese si fermerà qui, con la vendita della mia casa di Scoppito e il riacquisto in altra zona d’Italia o d’Europa, dove esistano migliori infrastrutture». Il comandante Cargnello ha inviato una segnalazione al Centro: «Nonostante la natura stupenda dei paraggi dell’Aquila», sottolinea, «i servizi pubblici sono così carenti da rendere difficile un turismo di scoperta e soprattutto ciclistico». A far maturare la decisione, l’ultimo episodio di domenica scorsa, quando in procinto di partire per Roma ha scoperto, con altre persone, che la corsa serale di un’azienda privata era stata annullata: «Normalmente», dice Cargnello, «arrivo all’Aquila con i mezzi pubblici. È noto che i collegamenti ferroviari sono molto carenti e occorre ricorrere agli autobus. Le compagnie che effettuano corse di lunga percorrenza, spesso arrivano con consistente ritardo. L’altra sera un altro disservizio, il bus delle 20.25 per Roma nemmeno è arrivato. Nessun messaggio sms o di posta elettronica è giunto per segnalare un qualsivoglia disservizio, nessun avviso alla fermata, nessuna possibilità di comunicare con il centralino, che chiude alle 20. Nove persone sono rimaste a piedi, tra le quali un turista inglese, evidentemente spaesato, che alla fine ha accettato un passaggio in autostop per Roma. Alle 22.30, dopo due ore di attesa, ho informato i carabinieri, i quali, pur prodigandosi, non sono riusciti ad avere notizie». Il giorno dopo, l’uomo è ripartito con la sua bicicletta al seguito, prendendo il treno a Sassa per Rieti-Terni. «Il treno attraversa paesaggi stupendi, ma è inadeguato e obsoleto per il trasporto delle bici, con una frequenza assolutamente insufficiente. Sarebbe opportuno», conclude Cargnello, «per gli amministratori fare un viaggio di istruzione nelle zone turistiche d’Europa, per rendersi conto che l’Abruzzo non ha nulla da invidiare in bellezza, se non l’assoluta carenza di infrastrutture». (r.s.)
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