Trova 2.500 euro e li consegna ai carabinieri

23 Luglio 2021

Un 19enne trova un marsupio per strada, ma il proprietario, rintracciato, dice che i soldi non sono suoi

SULMONA. Trova un marsupio per strada lo apre e all’interno scopre che ci sono 2.500 euro. Il primo istinto che ha avuto è stato quello di tenersi denaro e marsupio, tanto che parte dei soldi li ha utilizzati per prendersi un caffè e per fare piccoli acquisti. Poi ci ha ripensato e non si è riconosciuto nel gesto di tenere quel denaro, così ha raggiunto la caserma dei carabinieri e ha consegnato tutto al piantone di servizio. Ma non è finita qui. All’interno del marsupio infatti, c’erano i documenti di un giovane di Sulmona che, rintracciato al telefono dai carabinieri, ha negato che quella somma di denaro fosse sua. Così è andato in caserma, ha ritirato i documenti lasciando i 2.500 euro nelle mani dei carabinieri.
Una storia singolare che promette ulteriori sviluppi quella che si è verificata l’altro giorno a Sulmona e che ha visto protagonisti due ventenni del posto. I carabinieri infatti, dopo una breve ricerca, non essendo riusciti a trovare il proprietario dei soldi, li hanno consegnati alla polizia locale che li ha catalogati tra gli oggetti smarriti nell’Albo pretorio del Comune. Toccherà ora a chi li ha persi riuscire a dimostrare che quei soldi sono di sua proprietà. La curiosa vicenda che ruota al ritrovamento della cospicua somma di denaro va chiarita. Al bel gesto del 19enne che tra tentennamenti e ripensamenti ha consegnato i soldi ai carabinieri dopo averne spesa una parte, c’è lo strano comportamento del proprietario del marsupio in cui sono stati ritrovati denaro, documenti e occhiali da sole con una custodia di color grigio, il quale, nella caserma dei carabinieri che lo avevano contattato telefonicamente, ha ritirato i documenti ma non i soldi, affermando che i 2.500 euro non erano suoi. Insomma un giallo e un altro bel gesto: il giovane avrebbe potuto tranquillamente sostenere che la bella somma di denaro fosse sua. Anche se, una volta rivendicata la proprietà, avrebbe dovuto dimostrare ai carabinieri, il motivo per il quale andava in giro con quei contanti e soprattutto da chi li aveva ricevuti, considerato che il giovane non lavora e non ha altre fonti di guadagno.
Sta di fatto che i soldi ora sono stati tra gli oggetti smarriti e se entro sei mesi, nessuno ne rivendicherà la proprietà, saranno riconsegnati al 19enne che li ha ritrovati. (c.l.)