Trova buono del tesoro di 72 anni fa

28 Dicembre 2014

Pratola, era nel comò ereditato: «Vale migliaia di euro o è carta straccia?»

PRATOLA PELIGNA. Eredita un comò e vi trova un vecchio buono del tesoro. Antonio Carosa, 77 anni, non avrebbe mai immaginato che nel comò di suo padre Attilio, nato nel 1906, artigiano da generazioni e morto negli anni scorsi, era custodito un buono del tesoro di 500 lire sottoscritto nel 1942. Un foglio di carta ingiallito dal tempo e riemerso tra vecchi documenti e fotografie che raccontano di un mondo che non c'è più. C'è chi ha fatto i conti all’erede, valutando che il buono, oggi, avrebbe un valore di circa 110mila euro. «Purtroppo» spiega Antonio Carosa «il buono è scaduto e stiamo cercando di capire se è ancora valido. C’è chi dice che può essere ancora riscosso, qualcun altro, invece, ha affermato che questo buono è carta straccia. Vorrei sapere come stanno davvero le cose e lancio un appello». La storia del comò di mastro Attilio è una storia di altri tempi. «Mio suocero teneva il comò nella sua camera da letto» racconta la signora Vincenza Burgisano, moglie di Antonio Carosa «e un cassetto era sempre chiuso a chiave. A me questo comò piaceva tanto e avevo espresso il desiderio di averlo in eredità». Quando mastro Attilio muore e i fratelli Carosa si dividono l'eredità, la signora Vincenza porta a casa anche l'amato comò. «Mio padre era un uomo all'antica» aggiunge Antonio Carosa «i figli non ha mai detto niente delle sue attività e neanche dei suoi risparmi. Rischiamo che questo buono non potrà mai essere riscosso». (c.b.)

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