Trovata morta, ipotesi strangolamento

Il medico legale ha riscontrato alcune echimosi sul collo della donna 33enne. I carabinieri indagano anche per omicidio
BORGOROSE. Il corpo era nascosto dalla vegetazione. Sul collo quelli che per il medico legale sono segni di strangolamento. Poco distante una bottiglia di acido muriatico. Attorno a questi elementi ruota il mistero sulla morte di Mariangela Mancini, 33 anni, residente a Borgorose, paese del Reatino al confine con la Marsica.
Solo il giorno prima la famiglia della giovane aveva denunciato la scomparsa. Due le piste seguite dagli investigatori: un delitto o un inspiegabile suicidio.
Il cadavere è stato scoperto in un terreno di proprietà della famiglia Mancini, a Spedino, una frazione di Borgorose. La giovane, come ha raccontato il fratello Nazzareno, uno dei primi a lanciare l’allarme anche sui social network, preoccupato dal fatto che non riusciva a rintracciarla da ore, tra qualche giorno sarebbe dovuta andare a convivere con il fidanzato, Luca, falegname. La madre della ragazza ha dichiarato ai carabinieri di Borgorose che sua figlia giovedì mattina si era allontanata con l’auto del fidanzato dall’abitazione di Corvaro, in cui doveva andare a vivere ultimati alcuni lavori. Alla madre aveva detto che andava a casa a prendere dei prodotti per pulire. L’auto è stata ritrovata davanti all’abitazione della donna, con le chiavi ancora inserite. I carabinieri l’hanno sequestrata su disposizione della Procura. Quando la 33enne non è stata vista tornare, giovedì pomeriggio, è stata allertata proprio la madre e sono partite le prime ricerche. Il padre della giovane è morto da poco tempo, mentre il fratello lavora in un bar a Roma. Dopo la denuncia è scattato il protocollo della prefettura e in tutte le località nei dintorni di Borgorose sono scattate le ricerche. Le indagini hanno riguardato anche Magliano de’ Marsi e Avezzano. La donna, infatti, frequentava spesso la Marsica, così come tanti altri residenti di Borgorose e dei comuni del Cicolano. Insieme ai carabinieri della compagnia di Cittaducale sono arrivati i forestali, i vigili del fuoco e diverse squadre del Soccorso alpino. Anche con l’ausilio dei cani e di un elicottero decolla da Ciampino.
Il corpo della 33enne è stato trovato ieri, intorno alle 10.30. Secondo gli inquirenti dalla strada era impossibile vederlo. Il piccolo cancello da cui si accede al sottobosco era chiuso. La pista dell’omicidio è stata seguita per due motivi: il medico legale ha rilevato la presenza di segni sul collo della vittima, compatibili con lo strangolamento; inoltre, il fratello Nazzareno avrebbe detto agli inquirenti che erano già passati lì il giorno prima, durante le ricerche, e il cadavere non c’era. Solo ieri i soccorritori hanno trovato una busta di plastica e un nastro verde in un cespuglio. Dopo dieci metri, tra la vegetazione, l’agghiacciante scoperta.
Oltre al medico legale, sul posto è arrivato anche il pm Cristina Cambi della Procura di Rieti. Tutta l’area è stata transennata. I rilievi del raggruppamento dei carabinieri delle investigazioni scientifiche sono durati ore. In caserma, oltre alla madre, è stato chiamato il fidanzato.
Questa mattina sarà eseguita l’autopsia all’ospedale di Rieti. Esame che potrebbe fare un po’ di chiarezza su questa brutta storia.
Magda Tirabassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA

