Trovata senza vita, 47enne a giudizio

25 Settembre 2019

Il compagno della badante accusato di averla lasciata morire di stenti

CARSOLI. Maltrattamenti, con l’aggravante di avere causato la morte della compagna: con queste accuse il gip del tribunale, Anna Carla Mastelli, ha rinviato a giudizio, davanti alla Corte d’Assise dell’Aquila, il 47enne romeno Dan George Gabinat. L’uomo è ritenuto responsabile, stando all’accusa sostenuta dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, della morte di stenti, in seguito a ripetuti maltrattamenti, della 46enne Violeta Blindescu, anche lei romena, trovata senza vita nell’aprile 2018 in una casa di via Carlo Scarcella a Carsoli. Da nove anni la donna viveva nel paese della Piana del Cavaliere, dove faceva la badante ed era stata impiegata come lavapiatti in alcuni ristoranti della zona. Nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del cadavere si era ipotizzato l’omicidio, ma l’autopsia aveva accertato che il decesso era avvenuto in seguito a un’embolia polmonare causata da un grave deperimento organico. Gabinat, assistito dall’avvocato Emilio Amiconi, rischia fino a 14 anni di carcere. Secondo l’accusa, la donna subiva continue minacce, ingiurie e percosse, fino alla limitazione della propria libertà personale. Una vera segregazione, come sottolineato dal pm Cerrato, che aveva portato a un gravissimo stato di malnutrizione e deperimento organico. L’udienza si terrà il 28 novembre prossimo all’Aquila. (r.rs.)
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