Trovato morto il veterinario Imperiale

Era uno degli ultimi custodi delle tradizioni pastorali. Un malore in casa l’ha colpito a 67 anni, trovato sul letto con un libro
L’AQUILA. È stato trovato riverso sul letto con un libro tra le mani. Se n’è andato a 67 anni Pierluigi Imperiale, dirigente veterinario della Asl in pensione e uno degli ultimi custodi delle tradizioni legate alla pastorizia e alla transumanza dell’entroterra abruzzese. Si è spento nella sua casa di via Garibaldi, nel centro storico dell’Aquila, da qualche tempo diventata un piccolo museo della pastorizia.
Domenica era stato in montagna per un’escursione insieme ai familiari. Poi nessuno lo ha più sentito o visto. Ieri Imperiale non rispondeva al telefono al figlio. È stata poi una vicina di casa a lanciare l’allarme. La chiamata ai vigili del fuoco è arrivata ieri pomeriggio, intorno alle 17.30. I soccorritori sono stati costretti a sfondare la porta d’ingresso. Imperiale era sul letto senza vita. Tra le mani stringeva un libro. Con ogni probabilità il decesso del dirigente medico in pensione è avvenuto la sera precedente. Imperiale è stato stroncato da un malore improvviso che non gli ha dato nemmeno il tempo di chiedere aiuto.
Il suo nome è legato anche a “Tracturo3000”, la manifestazione con cui ogni anni veniva rievocata la transumanza delle greggi dall’Aquila fino in Puglia di cui era organizzatore. Proprio in un’intervista rilasciata al Centro nel 2018, Pierluigi Imperiale aveva spiegato la sua passione per le tradizioni pastorali e il motivo di tanto impegno per valorizzare la transumanza anche dal punto di vista culturale. «Il mio», aveva confidato, «è stato quasi un percorso obbligato. Diventando veterinario all’Aquila, e addirittura veterinario condotto nella zona di Campo Imperatore all’epoca, e poi prendendo la direzione del servizio, ero impastato nella cultura pastorale, non soltanto per la presenza delle pecore nel territorio, ma soprattutto perché proprio tutta la città dell’Aquila è nata e cresciuta nei secoli come capitale della pastorizia transumante. Questo impegno della città, che ha visto una premiazione con il riconoscimento della transumanza come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, è cominciato appena ho iniziato il lavoro, quindi più di 40 anni fa. Ciò che però mi ha sempre addolorato è stato vedere come la figura del pastore e della pastorizia venisse spesso associata a un folklore un po’ datato. Ultimamente però, grazie all’impegno, all’utilizzo di nuove tecnologie e di nuove idee più creative, siamo riusciti ad organizzare degli eventi che hanno un po’ vivacizzato l’ambiente, consentendo a qualche giovane di appassionarsi a tale attività e di ravvivare l’operatività delle cooperative, che funzionano».
La notizia della morte di Imperiale è stata appresa con dolore e incredulità in città, dove era conosciuto e stimato. Lascia la moglie Marzia e due figli avuti da un precedente matrimonio.
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