Trovato morto nel capanno andato a fuoco all’Aquila / Foto - Video

Sgomento in città per la scomparsa di Vaccarelli, ex tecnico di laboratorio dell’ospedale Il dolore del sindaco Cialente: «In molti in questa città portano dentro la disperazione»
L’AQUILA. Ha suscitato vasta eco e profondo sgomento in città la notizia della scomparsa di Luigi Vaccarelli, di 67 anni, trovato morto nel capanno andato a fuoco a pochi passi da un orto lungo il fiume Aterno, dal quale si accede attraverso una stradina pedonale poco dopo il casello ferroviario vicino alla 5 bis. Ex tecnico di laboratorio dell’ospedale, ex alpino, l’uomo era molto conosciuto e apprezzato. Lascia la moglie e due figli.
Le fiamme, che si sono propagate per un’ampia area distruggendo la vegetazione circostante, sono state notate intorno alle 6,30 dagli agenti della polizia municipale, diretti dal colonnello Ernesto Grippo, tra i primi ad arrivare. Sono stati allertati i vigili del fuoco, i quali hanno spento le fiamme in pochi minuti ma ormai era troppo tardi per salvarlo. La squadra Mobile della polizia, coordinata dal sostituto commissario Sabatino Romano, ha acquisito alcuni fogli di carta lasciati dall’uomo. Vi sono contenuti dei messaggi nei quali si fa riferimento, tra le altre cose, al terremoto e al fatto che dalla data del 6 aprile la sua vita fosse cambiata.
Nel luogo della tragedia sono arrivati i familiari, i quali hanno assistito impietriti alle operazioni di recupero andate avanti per alcune ore. Vi hanno preso parte, tra gli altri, 118, Croce bianca, vigili del fuoco, polizia, carabinieri, Forestale, vigili urbani. Nel luogo della tragedia è arrivato nelle prime ore del mattino il magistrato di turno, il sostituto procuratore Antonietta Picardi che ha conferito l’incarico dell’autopsia al medico legale Giuseppe Calvisi. L’esame si è tenuto ieri. Anche il questore Vittorio Rizzi, insieme al capo di gabinetto Nicola Zupo, ha effettuato un sopralluogo nel capanno. Presenti anche i dirigenti della questura Enrico Rendesi e Giuseppina Terenzi, oltre agli uomini della Scientifica.
Nei racconti di alcune persone vicine a Vaccarelli emerge la figura di un uomo sereno, legato alla famiglia e alla passione per l’orto. Nessun segno premonitore di eventuali situazioni di disagio, neppure in occasione di una recente partecipazione al matrimonio di una parente. Insomma, un fulmine a ciel sereno per i suoi familiari, i quali hanno chiesto rispetto per la tragedia che li ha colpiti.
II sindaco Massimo Cialente ha voluto esprimere il suo cordoglio. «In molti portano dentro la disperazione a causa di una vita completamente peggiorata dal sisma. Basta un nulla, però, perché tutto si rompa», ha detto. «Era un amico, un collega che ho incontrato anche recentemente e che appariva scherzoso e sereno ma moltissimi non esternano la disperazione che hanno dentro. Dio solo sa come stiamo tutti noi, questa è una condizione comune, sono addoloratissimo». Vicinanza alla famiglia è stata espressa dalla senatrice Stefania Pezzopane.
Carlo Frutti, coordinatore del comitato promotore dell’adunata alpini 2015, ha scritto un suo ricordo. «La mente fa fatica a realizzare quello che è accaduto e si rifiuta di capire e di giudicare. Mi suonano ancora nella mente le sue ultime parole, lo rivedo stringere e portare in alto il Tricolore di 99 metri, rileggo i messaggi di incoraggiamento che quasi quotidianamente mi inviava per “sostenermi” moralmente nell’impegno organizzativo, con la sua disponibilità e l’entusiasmo nei giorni successivi alla “conquista” dell’Adunata all’Aquila, un sogno che si stava finalmente per realizzare. Aspettava gli Alpini d’Italia all’Aquila, da sempre, per onorare la memoria di suo padre, il mar. magg. M.A.V.M. Giovanni Vaccarelli, eroico alpino al quale è intitolato uno dei due gruppi dell’Aquila. In ogni raduno portava con commozione il cappello del padre e aspettava con ansia di mostrarlo con orgoglio anche all’Adunata. L’altro giorno mi aveva confermato l’incondizionata e piena disponibilità a supportarmi. Ciao Gigino, sei andato avanti nel Paradiso di Cantore, come diciamo noi alpini. Sicuramente, il giorno della sfilata, tu ci sarai, nei nostri ricordi e nei nostri cuori».
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