Trovato senza vita nel canale: rinviato a giudizio il suo amico

5 Marzo 2022

Biagio Paraninfi, 39 anni di Lecce nei Marsi, è accusato di non aver soccorso il 35enne Cesidio Valletta Restarono coinvolti in un incidente. Per l’accusa avrebbe dovuto riferire della presenza del passeggero

LECCE NEI MARSI. È stato rinviato a giudizio Biagio Paraninfi, il 39enne proprietario della Nissan Almera a bordo della quale la sera del 18 maggio dell’anno scorso viaggiava anche Cesidio Valletta (35) ritrovato senza vita in un canale del Fucino dopo quattro giorni. I due amici, entrambi di Lecce nei Marsi, la sera del 18 maggio erano rimasti coinvolti in un misterioso incidente stradale lungo Strada 26 tra le 19.30 e le 20. Per lui l’accusa è di omissione di soccorso nei confronti dell’amico (inizialmente gli veniva contestato l’omicidio stradale). Titolare del fascicolo d’inchiesta il pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato. Secondo le accuse della Procura, Paraninfi avrebbe dovuto avvisare le autorità sulla presenza di un passeggero, così come previsto dal Codice della strada. La prima udienza si era tenuta il 15 febbraio scorso, ma il giudice per l’udienza preliminare aveva rinviato la decisione per esaminare le memorie difensive presentate dall’avvocato Aldo Grilli. Ieri il giudice ha rinviato a giudizio Biagio Paraninfi per omissione di soccorso, stralciando l’aggravante delle lesioni gravissime come conseguenza di morte. L’udienza dibattimentale, davanti al giudice Marianna Minotti, è stata fissata per il 5 maggio. Il 35enne era stato ritrovato senza vita dopo quattro giorni di ricerche a circa 300 metri dal luogo in cui l’auto guidata dal 39enne sarebbe uscita fuori strada. Per il medico legale, Cristian D’Ovidio, la morte sarebbe sopraggiunta a causa di un malore: Valletta quella notte era rimasto immerso nell’acqua esposto a bassissime temperature. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il tecnico di radiologia si era allontanato volontariamente da casa dopo un diverbio con i familiari. Determinante ai fini delle indagini è stata anche la perizia eseguita sullo smartphone della vittima che ha permesso di stabilire che non si era mai allontanata dalla zona del sinistro. Subito dopo l’incidente risulterebbero alcune chiamate verso la madre e il padre, assistiti dall’avvocato Domenico Martinelli. Valletta telefonò un paio di volte anche a Paraninfi, prima di scrivergli su Whatsapp: «Ho freddo, vienimi a prendere». Sono le 10.40 e quella sarà l’ultima attività riscontrata sul telefono del 35enne. Paraninfi, attraverso il suo difensore, aveva fatto sapere di essere rimasto fino a tardi in pronto soccorso dove era arrivato con i suoi familiari allertati da un dispositivo installato sull’auto.(f.d.m.)
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