Truffa ai vip, assolti tre funzionari Bper

Il tribunale li ha scagionati dal coinvolgimento con le operazioni finanziarie di Lande “il Madoff dei Parioli”
L’AQUILA. Non hanno retto al vaglio del tribunale di Roma le accuse mosse ai tre funzionari Bper (ex Carispaq) finiti sotto processo in quanto coinvolti in un filone di inchiesta a carico di Gianfranco Lande, “il Madoff dei Parioli” ideatore di una mega truffa da 300 milioni ai danni di centinaia di persone. Gli imputati, Maria Gabriella Valentini, originaria di Tagliacozzo, responsabile dell’agenzia di Roma dal 2000 al 2006, Roberto D’Alessandro e Marco Maddalena, erano accusati di «mancato adempimento dell’obbligo di identificazione della clientela», circostanza che avrebbe agevolato, per la Procura, le operazioni finanziarie di Lande e soci, i quali erano sprovvisti dei titoli per farlo. Le assoluzioni sono arrivate dopo una camera di consiglio durata un paio di ore nonostante le richieste di condanna avanzate dalla Procura romana. Il tribunale ha assolto i primi due perché i fatti a loro contestati non costituiscono reato e il terzo per non aver commesso il fatto. Più in particolare, secondo le accuse iniziali ieri destituite di fondamento, la Valentini «avrebbe consentito l’effettuazione di movimentazioni di notevole valore in assenza di una plausibile giustificazione economica in relazione a non autorizzata attività di investimento mobiliare riconducibili a Lande».
Sempre secondo accuse non provate i tre imputati avrebbero agevolato alcune operazioni di Lande omettendo di segnalare le dovute segnalazioni in materia di antiriciclaggio agli organi di vigilanza.
Nel corso del procedimento penale sono stati assistiti dagli avvocati Sirotti, Borgonovo e Michetelli.
Fin qui la vicenda giudiziarie con propaggini aquilane che è stata spazzata via dalla decisione del tribunale romano che, comunque, è appellabile.
Nello scorso febbraio, infine, è divenuta definitiva la condanna a 7 anni di reclusione per Lande il consulente finanziario in relazione alla truffa da 300 milioni di euro ai danni di migliaia di risparmiatori della “Roma bene”.
La quinta sezione penale della Cassazione ha infatti confermato, rigettando il ricorso dell'imputato, la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Roma il 17 dicembre 2013, per il reato di associazione per delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario: i giudici di secondo grado avevano inflitto a Lande una pena di due anni inferiore rispetto a quella comminatagli in primo grado (9 anni) escludendo l’aggravante della transnazionalità del reato. La Cassazione, confermando la condanna penale, ha disposto un processo davanti al giudice civile per riquantificare i risarcimenti alle parti civili costituite, ad eccezione della Consob. Tra i vip truffati, attori, calciatori e una dozzina di abruzzesi.
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