Truffa, assolti ex direttore Poste e la moglie

23 Luglio 2021

Erano accusati di aver sottratto 200mila euro a una coppia di anziani con la scusa di un investimento

AVEZZANO. Era accusato insieme alla moglie di circonvenzione di incapaci e truffa. Si tratta dell’ex direttore dell'ufficio postale di Collelongo che secondo la Procura si sarebbe fatto intestare da una coppia di pensionati 80enni obbligazioni per 150mila euro e un libretto di risparmio per 50mila euro.
Emiliano Verna, 55 anni, che era stato denunciato dai carabinieri di Trasacco alla fine del 2012, ora ha potuto dimostrare la sua innocenza: per lui è la fine di un incubo durato più di otto anni. Assolta da tutte le accuse anche la coniuge. Il dipendente delle poste aveva da subito negato ogni addebito ed era arrivato addirittura a denunciare la coppia di anziani per calunnia. L’ex direttore e la moglie erano finiti davanti al giudice di tribunale di Avezzano con pesanti contestazioni.
Gli anziani, secondo la tesi accusatoria, sarebbero stati raggirati dall’imputato che li avrebbe indotti investire i risparmi, circa 200mila euro, parte in obbligazioni a 30 anni e parte su un libretto. Stranamente però, sempre secondo l'accusa, la somma risultava essere per una parte della moglie dell’ex direttore e per il resto, la quota più consistente, ne era indicato come beneficiario proprio lui.
I due anziani, stando alla loro versione dei fatti, quando avevano cercato di ritirare il denaro per alcune necessità, si erano resi conto che i risparmi non erano più nella loro disponibilità. Tramite un legale avevano così deciso di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica. I due anziani avevano raccontato com’era andata la vicenda secondo loro, sostenendo che il direttore dell’ufficio postale gli aveva garantito una serie di aiuti, con tanto di investimenti vantaggiosi. Tutti gli incartamenti della pratica erano stati quindi sequestrati dai carabinieri.
La Procura aveva disposto anche una perizia sulla coppia per capire se i due coniugi erano capaci di intendere e di volere. Alla fine l’allora direttore postale e la moglie erano stati rinviati a giudizio per circonvenzione di incapace e truffa, quest’ultimo reato poi andato in prescrizione. Assistiti dall’avvocato Antonio Milo, avevano a loro volta presentato una denuncia per calunnia nei confronti della coppia di anziani, sostenendo che le somme non erano frutto di una truffa, ma erano state volontariamente donate dai due coniugi. Il pm aveva disposto provvisoriamente la restituzione delle somme che erano nel libretto, mentre le obbligazioni erano state sequestrate. Alla fine del processo, però, la difesa ha dimostrato che i due anziani erano lucidi e consapevoli e che non c’è mai stata circonvenzione di incapace. È stata dimostrata l’estraneità dell’allora direttore e della moglie ai reati contestati e il giudice del tribunale di Avezzano Raffaella Greco, li ha assolti perché il fatto non costituisce reato. (p.g.)
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