Truffa da 640mila euro, tre indagati

29 Marzo 2018

Il pm: «Hanno indotto una donna, tramite raggiri, a farsi consegnare l’ingente somma per investimenti mai fatti»

L’AQUILA. La magistratura è alle prese con un caso giudiziario molto complesso circa una presunta truffa da 640mila euro ai danni di una donna aquilana. Gli indagati, con sospetti tutti da dimostrare, sono tre e, secondo il pm Stefano Gallo, avrebbero agito in concorso. Si tratta di Sestilio Berardini, Luciana Leonardis e Ambra Berardini ovvero un finanziere e due commercianti.
Costoro, secondo il pm, avrebbero approfittato delle condizioni psichiche, forse labili, della donna, inducendola a consegnare la cospicua somma.
In un primo momento l’avrebbero convinta a firmare un contratto di partecipazione alla ditta della Berardini, conferendo parte dell’ingente somma, senza che avesse un ruolo nel sodalizio e senza la garanzia di poter riprendere questi soldi quando lo avesse ritenuto opportuno. Questi soldi sarebbero stati investiti in un ristorante, con la prospettiva di un’iniziativa proficua. Il contratto stipulato avrebbe avuto una durata smisurata e ben oltre le aspettative di vita presumibili, ovvero fino al 2064, quando la parte lesa avrebbe avuto quasi 100 anni d’età.
L’altra metà della somma sarebbe stata conferita, con le stesse modalità, nella ditta individuale della Leonardis. Ditta che è stata sciolta poco dopo e, secondo l’accusa, la donne che si ritiene parte lesa non sarebbe stata informata di questo.
Secondo la ricostruzione dei fatti dell’accusa, ma osteggiata dalla difesa, la persona raggirata sarebbe stata catechizzata sulle procedure per l’accreditamento delle somme. Costei, inoltre, sarebbe stata tenuta all’oscuro della movimentazione dei soldi e le sarebbe stato impedito un successivo controllo.
Le aggravanti contestate sono, ovviamente, il danno economico di rilevante gravità e l’aver agito, in cooperazione nel reato, approfittando di una persona facilmente condizionabile. La difesa ha chiesto e ottenuto una perizia psichiatrica, tramite incidente probatorio che dev’essere discussa in udienza. Questo esame, a seconda dell’esito, potrà essere rilevante ai fini di una richiesta di archiviazione o di una prosecuzione delle indagini: se la donna sarà ritenuta del tutto sana di mente le accuse cadranno.
Nel corso del procedimento i sospettati sono assistiti dagli avvocati Massimo Manieri e Cristiana Valentini, mentre gli interessi della parte lesa sono tutelati dall’avvocato Francesco Valentini. Il gip che segue l’indagine è Guendalina Buccella.
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