Truffa del pacco, preso il finto nipote

Arrestato un 30enne, denunciati due complici. Almeno tre gli anziani raggirati in città, ma l’indagine non è chiusa
SULMONA. Era diventata in pochi mesi il terrore degli anziani di Sulmona e del circondario per le numerose truffe messe a segno con l’escamotage del pacco postale. Dopo laboriose e lunghe indagini, i carabinieri della compagnia di Sulmona sono riusciti a individuare e ad arrestare quello che è ritenuto il capo della cosiddetta “banda del pacco”.
Si tratta di Umberto Evangelista, un 30enne residente in un paese della provincia di Napoli. Con lui sono stati denunciate altre due persone, P.F., anche lui 30enne e S.S. di 22 anni entrambi campani come l’arrestato. Per tutti l’accusa ipotizzata è quella di truffa aggravata.
Secondo i carabinieri di Sulmona coordinati dal capitano Maurizio Dino Guida, Evangelista sarebbe responsabile di almeno tre truffe, tutte messe a segno a Sulmona nell’arco del 2018 e sempre utilizzando la stessa metodologia. L’uomo contattava telefonicamente la vittima di turno, spacciandosi per il nipote e preannunciando l’arrivo a casa, di lì a poco, di un corriere per la consegna di un pacco contenente del materiale informatico, ricevuto il quale all’anziana vittima della truffa veniva richiesto di corrispondere al postino, che le avrebbe consegnato in giornata il pacco, un importo variabile tra i 1.000 e 2.000 euro. Quindi, puntuale come un orologio svizzero, il trillo del campanello di casa annunciava l’arrivo del corriere che si presentava davanti al malcapitato, con il pacco e una falsa ricevuta in cui veniva riportato l’avvenuto pagamento. Ricevuta che restava nelle mani dell’anziano raggirato. La truffa veniva poi scoperta solo quando aprendo il pacco l’anziano si trovava tra le mani non il materiale informatico ma solo qualche pugno di riso.
Sembra però che con l’arresto del napoletano e la denuncia dei due presunti complici, i carabinieri di Sulmona abbiano scoperto il giusto filone che potrebbe portarli presto ad altri risultati. Analoghe truffe sono state, infatti, messe a segno in alcuni paesi del circondario. Tutte con le stesse modalità della consegna del finto pacco postale. E anche per questi casi i carabinieri avrebbero raccolto molte prove e numerosi elementi che potrebbero portarli presto a ulteriori novità.
Il consiglio dei carabinieri, rivolto soprattutto alle persone anziane, rimane sempre quello di diffidare di chi telefona a casa prospettando l’arrivo di materiale, ordinato da familiari o da altre persone conosciute, da pagare alla consegna con denaro contante.
E sempre i carabinieri consigliano caldamente a chi riceve telefonate del genere di contattare i familiari e di allertare subito il pronto intervento attraverso il 112.
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