Truffata con il trucco dei finti avvocati

Sottratti 4mila euro a un’anziana che ha creduto alla storia inventata di un incidente stradale del figlio
SULMONA. Le hanno portato via la somma di quattromila euro, tutti i suoi risparmi degli ultimi tempi, facendole credere che quei soldi servissero per coprire l’assicurazione scaduta del figlio, che aveva avuto un incidente stradale in realtà mai avvenuto.
Nuova ondata di truffe in città ai danni degli anziani, come in questo caso, dove una signora di età avanzata è stata raggirata da finti avvocati. I malviventi – secondo una prima ricostruzione dell’accaduto – avrebbero prima preso informazioni sull’anziana, per poi contattarla al telefono quando era in casa da sola.
Ma i truffatori hanno dovuto affinare le loro tecniche, passando addirittura a controllare le utenze telefoniche delle loro vittime.
In pratica, manomettono la linea telefonica del malcapitato di turno, deviando le telefonate su un numero in loro possesso. Quando la persona truffata prova a chiedere conferme al telefono di quello che le viene raccontato, dunque, sono sempre loro a rispondere e a confermare la versione riportata.
A quel punto, quasi la maggior parte degli anziani si dice pronto a consegnare i contanti, convinta che serva ad aiutare un figlio in difficoltà.
In questo caso l’anziana ha sborsato ben 4mila euro, ma come lei ci sarebbero molti altri casi, come confermano le forze dell’ordine.
Per fronteggiare il fenomeno nei mesi scorsi i militari dell’Arma avevano avviato una campagna di informazione nelle chiese, con distribuzione di volantini e consigli dal pulpito ai fedeli.
La campagna di prevenzione era partita nel marzo scorso, in seguito al preoccupante aumento del fenomeno delle truffe agli anziani.
Per diverso tempo alla fine di ogni messa, negli orari più frequentati dagli anziani, i militari hanno preso la parola e spiegato come difendersi dai truffatori.
In più hanno distribuito anche un vademecum con i consigli utili per evitare le truffe ai loro danni. Tra questi spicca quello di non fidarsi delle apparenze.
«Il truffatore per farsi aprire la porta e introdursi nelle vostre case può presentarsi in diversi modi» avvertono i militari «spesso è una persona distinta, elegante e particolarmente gentile. Dice di essere un funzionario delle Poste, di un ente di beneficenza, dell’Inps, o un addetto delle società di erogazione di servizi come luce, acqua, gas e talvolta un appartenente alle forze dell'ordine. Ricordatevi che di solito il controllo domiciliare delle utenze domestiche viene preannunciato con un avviso, apposto al portone di un palazzo o comunicato al portiere, che indica il motivo, il giorno e l’ora della visita del tecnico».
A queste “dritte” si deve ora aggiungere quella di contattare il 112 dal cellulare e non dal telefono fisso, per evitare che all’altro capo rispondano gli stessi truffatori.
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