Truffe col reddito di cittadinanza: 100mila euro sborsati a 24 furbetti

23 Marzo 2023

L’operazione porta a scoprire una serie di irregolarità nella Marsica, in Valle Peligna e nell’Aquilano Un uomo dichiara di vivere da solo, ma aveva in casa tre persone con stipendi e diverse proprietà

AVEZZANO. Ricevevano il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto. Erano riusciti infatti a eludere i controlli amministrativi presentando documenti falsi. Sono stati però scoperti dai carabinieri e denunciati per truffa. Nei guai sono finite 24 persone: 10 italiani e 14 stranieri. Secondo i calcoli, sono riusciti a percepire abusivamente un totale di oltre 100mila euro. I controlli hanno riguardato la Marsica, la Valle Peligna e l’Aquilano. Violazioni che seguono quelle accertate, sempre dai militari dell’Arma, il mese scorso, con 40 violazioni riguardanti il reddito di cittadinanza in tutto il territorio provinciale. In questa occasione i carabinieri, insieme al nucleo dell’ispettorato del lavoro dell’Aquila, hanno passato al setaccio numerosi percettori del reddito individuando 24 casi di irregolarità. A Magliano de’ Marsi i carabinieri hanno scoperto tre casi di falsa attribuzione dell’assegno sociale. Nella Valle dell’Aterno sono state accertate 4 irregolarità dai militari delle stazioni di Cagnano, Montereale e Sassa. Nell’Alto Sangro sono state trovate 17 violazioni dalla stazione dei carabinieri di Pescasseroli. Le ispezioni dei carabinieri hanno dato modo di stimare un esborso, non dovuto dallo Stato, di oltre 100mila euro a favore di italiani e stranieri, che avrebbero certificato dichiarazioni false circa i requisiti richiesti dalle vigenti normative, traendo così in errore gli enti preposti alla definizione dei sussidi. Tra i denunciati c’era ad esempio chi, all’atto dell’autocertificazione, aveva omesso di dichiarare componenti del nucleo familiare che erano proprietari di abitazioni e beneficiari di contratti di affitto o di altri redditi. C’era chi aveva dichiarato di vivere da solo, mentre era invece inserito in un nucleo familiare con altri tre componenti lavoratori con un reddito da lavoro dipendente. La truffa più ricorrente riguarda però le false dichiarazioni sui requisiti di residenza e il titolo di soggiorno per beneficiare dell’assegno. Infatti per essere ammessi al reddito sociale è necessario essere stati in Italia per almeno 10 anni, gli ultimi due consecutivi. C’erano poi casi di mancata comunicazione di periodi lavorativi effettuati dai componenti del nucleo familiare. Il caso più eclatante è quello di Magliano dove i carabinieri hanno accertato che uno dei beneficiari controllati, nonostante fosse stato cancellato dalle liste anagrafiche per irreperibilità dall’ottobre del 2022, ha continuato a percepire indebitamente la somma inizialmente riconosciuta e pari a circa 600 euro mensili. Ora le 24 posizioni sono state segnalate alle autorità per le valutazioni sotto l’aspetto penale e amministrativo, nonché per l’immediata interruzione del contributo e il successivo recupero delle somme ottenute in maniera fraudolenta.
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