Truffe dei finti 007, ricercati due celanesi

21 Aprile 2019

Sono ritenuti ai vertici di una falsa società di autonoleggio. Anche un uomo di Francavilla tra gli altri cinque indagati

CELANO. Si fingevano agenti dei servizi segreti in caso di controllo e avevano ideato una fittizia società di autonoleggio per compiere una serie di reati, a cominciare dal riciclaggio di veicoli rubati. Sono le accuse contestate alla presunta organizzazione individuata dagli agenti della Squadra mobile di Roma (Gruppo reati contro il patrimonio) al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura capitolina. Sette le misure cautelari, cinque delle quali eseguite. Due indagati sono latitanti e, stando alle accuse, sono le “menti” del giro criminale. Si tratta di due celanesi, E.V. e A.R., entrambi di 43 anni, ricercati in tutta Italia. Agli arresti domiciliari si trovano F.F., 50enne originario di Francavilla ma stabilmente a Roma, e A.G., calabrese 44enne, mentre per G.A., F.M. e G.D. è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti sono accusati di associazione a delinquere, ramificata sul territorio nazionale e finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, dall’appropriazione indebita alla ricettazione, fino al riciclaggio e al falso ideologico. Proprio i due celanesi, per gli inquirenti, sono i promotori e gli organizzatori del sodalizio. Le indagini sono iniziate nel giugno 2018 dal controllo, effettuato da personale di un commissariato della questura di Roma, di un furgone adibito al servizio di Noleggio con conducente (Ncc) sul quale, a seguito degli accertamenti in banca dati, sono emerse alcune anomalie poiché risultava provento di furto ma successivamente reimmatricolato con targhe diverse. Gli ulteriori accertamenti eseguiti hanno consentito di fare luce su una vera e propria organizzazione che, in occasione dei vari controlli su strada a cui erano sottoposti gli affiliati, riusciva, attraverso l’invio di mail ingannevoli (grazie a indirizzi di posta elettronica virtuali creati appositamente in rete) a eludere le verifiche a loro carico. Gli autisti dei mezzi utilizzati per esercitare abusivamente l’attività di Ncc, quando venivano fermati dalle forze dell’ordine, erano in grado di aggirare qualsiasi riscontro per risalire all’associazione di cui facevano parte, talvolta spacciandosi per appartenenti ai servizi di sicurezza impegnati in fantomatiche operazioni sotto copertura. E.V. e A.R, sempre stando alle accuse, avevano realizzato inizialmente una società di autonoleggio a responsabilità limitata, per poi compiere una serie di reati servendosi proprio della società, divenuta vero e proprio strumento nelle mani degli indagati, per gestire svariati automezzi di provenienza furtiva e utilizzare i documenti di questo alter ego virtuale sia per aprire conti correnti bancari che per noleggiare auto. Vetture sottratte fraudolentemente ad altre società di noleggio, sempre con documenti falsi. La polizia ha appurato anche truffe negli uffici di registro pratiche auto (Pra) in Abruzzo o in altre regioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA