Tunnel fermo, le ditte avvertono: «Subito i lavori o risarcimenti»

19 Ottobre 2021

Le aziende ascoltate in commissione di controllo del Comune: «Materiali pronti, dobbiamo partire» C’è disponibilità sull’ipotesi di modifica del progetto, altri rinvii faranno scattare richieste di indennizzi

L’AQUILA . «Piena disponibilità, ma il cantiere va sbloccato subito». Si riassume in questa battuta la posizione delle ditte appaltatrici dello smart tunnel in centro storico. I rappresentanti delle imprese, che si sono aggiudicate i lavori dei cinque lotti in cui è stato frazionato il secondo stralcio della mega opera da 80 milioni di euro per la metà già spesi, sono stati ascoltati nella seduta di ieri dalla commissione di controllo del Comune presieduta da Giustino Masciocco (Articolo 1). La disponibilità manifestata dalle ditte si riferisce all’eventuale ridimensionamento del progetto, prospettato dalla Gran Sasso Acqua che gestisce l’appalto per conto dell’amministrazione cittadina, a patto però che i lavori, realizzati solo in minima parte rispetto allo stralcio appaltato ormai quattro anni fa, partano senza ulteriori indugi.
RISCHIO RISARCIMENTI
Sul procrastinarsi di ritardi e lungaggini, dovuti a problematiche tecniche e burocratiche, pende infatti la spada di Damocle di richieste di indennizzi milionari. Quest’aspetto non è stato approfondito nel corso della seduta di ieri, ma le ditte hanno confermato il preavviso indirizzato a Gsa sulla presentazione di riserve, in sostanza risarcimenti per il periodo trascorso dalla sottoscrizione dei contratti all’apertura effettiva dei cantieri. Gli indennizzi ipotizzati per ora da due delle imprese incaricate ammontano a sette milioni di euro, ma lieviterebbero nel caso in cui perdurasse lo stallo o comunque il percorso autorizzativo delle opere non subisse una repentina accelerazione.
LA MODIFICA DEL PROGETTO
Per le imprese la priorità resta, dunque, il lavoro. Anche perché, hanno evidenziato nel corso della riunione, le aziende hanno già fatto acquisti di materiali da impiegare in cantiere. In particolare è stato citato il caso di 700 metri di prefabbricati già immagazzinati e da utilizzare per l’allestimento del tunnel intelligente. Le imprese, durante la seduta, hanno manifestato apertura nei confronti dell’eventuale modifica del progetto. L’ipotesi, avanzata nella relazione che il presidente di Gsa Alessandro Piccinini ha inviato al Comune, è di ridimensionare l’ampiezza della condotta che veicola acqua, elettricità, linee telefoniche e fibra per internet veloce, facendo diramare il tunnel in cosiddette polifere di diametro più contenuto e dunque maggiormente gestibili in presenza di altri sottoservizi nella stessa zona. Uno dei punti critici indicati dalla Gran Sasso Acqua è rappresentato da viale della Croce rossa nel cui sottosuolo corre una grossa condotta del gas.
IL PROBLEMA INTERFERENZE
Lo spazio, insomma, non basterebbe a far passare lo smart tunnel, per cui, stando ai rilievi tecnici, il ridimensionamento sarebbe necessario a sbloccare l’intervento che altrimenti risulterebbe ancor più complesso da realizzare. Nel corso della riunione, tra l’altro, le società di gestione delle diverse utenze, in particolare 2i Rete gas, che non rientra nella condotta intelligente ma procede da sola, hanno sollevato il problema dei maggiori costi per la conversione degli allacci provvisori in definitivi.
LE SPESE IN PIù
Si tratta di una questione già posta da Piccinini nella sua relazione e che attiene alle risorse disponibili per questi interventi. Gsa, per il primo stralcio ormai ultimato, aveva in bilancio circa 400mila euro, ma la spesa è lievitata a 2,5 milioni. Per il resto dell’opera, considerato il progressivo aumento dei residenti in centro, a conti fatti servirebbero altri 6 o 7 milioni di cui la società acquedottistica non dispone e che non potrebbe comunque spendere senza le necessarie cautele.
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