Tunnel intelligente, c’è l’ok all’appalto del primo lotto
L’AQUILA. Si è chiusa in Cassazione, dopo cinque anni, la vicenda dell’appalto del primo lotto (zona quarto San Pietro) dei sottoservizi che nel 2016 fu aggiudicato alla ditta aquilana Frezza Armido...
L’AQUILA. Si è chiusa in Cassazione, dopo cinque anni, la vicenda dell’appalto del primo lotto (zona quarto San Pietro) dei sottoservizi che nel 2016 fu aggiudicato alla ditta aquilana Frezza Armido srl. La seconda classificata, la Delta Lavori spa, fece ricorso al Tar contro l’aggiudicazione e il ricorso (basato su una questione molto particolare legata a una presunta omissione nella documentazione) fu accolto. Il Consiglio di Stato ribaltò la sentenza e confermò l’aggiudicazione alla Frezza Armido srl. Vicenda chiusa? No perché la Delta lavori presentò un ricorso in Cassazione «lamentando la violazione dei limiti esterni della giurisdizione del giudice amministrativo per sconfinamento nell’area riservata alla valutazione dell'autorità amministrativa». Tradotto alla meglio: il Consiglio di Stato aveva fatto una valutazione (che cioè l’omissione lamentata non poteva far annullare l’aggiudicazione dell’appalto) che non poteva fare, in quanto tale valutazione era di competenza esclusiva della stazione appaltante (nel caso la Gran Sasso acqua). La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. «L’eventuale error in iudicando commesso dal Consiglio di Stato», scrivono i giudici della Cassazione nelle motivazioni che corrono su un filo molto tecnico, impossibile da semplificare, «non è riconducibile alla sfera dell’eccesso di potere giurisdizionale per sconfinamento nel merito amministrativo. Questa Corte ha da tempo chiarito come le decisioni del giudice amministrativo sono viziate per eccesso di potere giurisdizionale e, quindi, sindacabili per motivi inerenti alla giurisdizione, laddove detto giudice, eccedendo i limiti del riscontro di legittimità del provvedimento impugnato e sconfinando nella sfera del merito (riservato alla pubblica amministrazione), compia una diretta e concreta valutazione della opportunità e convenienza dell’atto, ovvero quando la decisione finale, pur nel rispetto della formula dell’annullamento, esprima la volontà dell’organo giudicante di sostituirsi a quella dell’amministrazione, così esercitando una giurisdizione di merito in situazioni che avrebbero potuto dare ingresso soltanto a una giurisdizione di legittimità (dunque, all’esercizio di poteri cognitivi e non anche esecutivi) o esclusiva o che comunque a essa non avrebbero potuto dare ingresso. In conclusione, il ricorso è inammissibile».
L’APPALTO. Il primo lotto dei sottoservizi (Quarto San Pietro) ha un valore di circa 10 milioni di euro. Nella relazione presentata nel marzo scorso al Comune dalla Gran Sasso Acqua in relazione a questo appalto si legge: «Nell’ambito del procedimento di acquisizione delle autorizzazioni la soprintendenza ha prescritto la sostituzione dell’infrastruttura “galleria” con quella di tipo “polifora” sulle viabilità di via Roma e via don Bosco (parte bassa). Sono in corso le attività di variazione del progetto esecutivo in recepimento delle prescrizioni impartite dalla soprintendenza. Le autorizzazioni archeologica e paesaggistica sono state rilasciate nel mese di gennaio 2021. È in fase di completamento l’iter di acquisizione dell’autorizzazione sismica sul progetto esecutivo da parte del Genio civile dell’Aquila. La prossima attività in programma è la validazione del progetto esecutivo da parte del responsabile unico del procedimento». (g.p.)
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