Tunnel intelligente: gli scavi rallentati dai reperti antichi

18 Marzo 2021

Indagini archeologiche a quota 139, primo step a settembre La fine dei lavori nella zona di San Marciano slitta di un anno

L’AQUILA. I sottoservizi sono il più grosso appalto del post-sisma. L’importo complessivo dei lavori previsti si aggira sugli 80 milioni. Ma il completamento delle opere è ancora lontano. Ci sono dei “pezzi” a cui si sta lavorando da tempo e altri che ancora attendono l’avvio del cantiere. Il punto della situazione lo si può leggere nella relazione che la Gran Sasso acqua (società appaltante) ha predisposto su richiesta della commissione comunale Garanzia.
PRIMO STRALCIO. «Per quanto riguarda il lotto – primo stralcio – cosiddetto Asse centrale (il cuore del centro storico appaltato ad Asse Centrale scarl, per 33milioni di euro circa, ndr) in riferimento al cronoprogramma della variante 2020», si legge nella relazione, «si rileva che la fine lavori era fissata nel termine di 11 mesi dalla data di approvazione della stessa variante, ovvero entro agosto 2021. Ma ad oggi (quando siamo al 96% delle opere completate, ndr) il termine dei lavori dovrà essere posticipato di circa un mese, fissando al 30 settembre 2021 la conclusione dell’appalto».
SECONDO STRALCIO. Il secondo stralcio è stato suddiviso dalla Società appaltante in cinque lotti funzionali e il secondo di questi, relativo alla zona di San Marciano per un importo di quasi 9 milioni di euro è stato aggiudicato alla Conscoop società Cooperativa Edilstrade srl di Forlì. Qui la conclusione dei lavori slitta di un anno. Nella relazione della Gran Sasso acqua infatti si sottolinea: «Con riferimento all'ultimo cronoprogramma trasmesso dall’impresa esecutrice il 23 febbraio 2021, si rileva che la fine lavori, già fissata nel termine di 18 mesi dalla consegna degli stessi (22 maggio 2021), era prevista entro novembre 2021. Con l’ultimo aggiornamento del cronoprogramma è a oggi rilevabile una traslazione posticipata al mese di novembre 2022, con differimento di circa un anno».
ALTRI LOTTI. Nel secondo stralcio, come detto, ci sono altri 4 lotti che riguardano le aree di San Pietro, Villa comunale, via Strinella, viale della Croce Rossa e che sono già stati tutti appaltatati, per un totale di circa 33 milioni. Il primo lotto (circa 9 milioni), zona quarto San Pietro, potrebbe partire a giugno 2021 (tempo di completamento 18 mesi) una volta risolte una serie di problematiche sollevate anche dalla Soprintendenza. Il terzo lotto (5,5 milioni, zona Villa comunale) dovrebbe anch’esso partire a giugno con un anno e mezzo di tempo a disposizione per la fine lavori. Per il quarto (via Strinella) e quinto lotto (viale Croce Rossa) è tutto ancora in alto mare e non è possibile prevedere l’avvio dei cantieri.
TERZO STRALCIO. Nella relazione inviata in Comune la Gran Sasso acqua ipotizza un futuribile terzo stralcio. «L’idea di un terzo stralcio dei sottoservizi», è scritto nella relazione, «trae origine dallo studio svolto dal Diceaa dell’Università dell’Aquila in virtù di una specifica convenzione stipulata con Gran Sasso Acqua per la redazione di un’analisi della coerenza tra la rete fognaria periferica della città e il sistema di sottoservizi primo e secondo stralcio, finalizzato alla redazione di un piano progettuale di supporto alla possibile definizione dei progetti del sistema dei sottoservizi. Nello studio vengono valutati gli effetti di alcuni possibili interventi di difesa attiva, atti a ridurre i valori della portata meteorica nelle sezioni terminali dei principali bacini scolanti. Tra le attività preliminari attualmente in fase di programmazione c'è il rilievo del collettore fognario a servizio del Fosso di San Giuliano al fine di individuare eventuali possibili criticità».
I RITARDI. Ma perché i lavori dei sottoservizi (quelli già avviati) subiscono continui ritardi? La relazione fornisce una risposta.
RINVENIMENTI ARCHEOLOGICI. «Per quanto riguarda il primo stralcio (Asse centrale)», si legge nel documento, «a tutt’oggi si contano 139 rinvenimenti archeologici, con la conseguente necessità di indagini, rilievo e ottenimento autorizzazioni da parte della competente Soprintendenza». Insomma sotto la città c’è un “museo”. «Nel secondo lotto del secondo stralcio a oggi si conta un solo rinvenimento archeologico (via Lupacchini-via San Pietro di Sassa), con la conseguente necessità di approfondimento, indagini, rilievo e ottenimento autorizzazioni da parte della Soprintendenza».
INTERFERENZE. «Per la complessa natura dell’appalto», si evidenzia, «dovendo tener conto delle condizioni di interferenza (residenti, viabilità, bypass, eventi pubblici, piano di emergenza comunale, cantieri per la ricostruzione privata e archeologia), non sempre vi è la possibilità di rispettare i tempi attesi».
EDIFICI PERICOLANTI. «La presenza di edifici pericolanti ai margini delle strade non consente l'esecuzione degli scavi nel rispetto delle normative di sicurezza. In particolare a oggi resta la criticità in via Donadei, posta in coda al cronoprogramma, con l’auspicio che per la data presunta d’inizio, possano essere stati risolti gli impedimenti».
RESIDENTI E NEGOZI. «Il considerevole ripopolamento del centro storico, comporta l’incremento delle necessità di transiti pedonali e carrabili dei residenti, unitamente a quello dei mezzi preposti alla ricostruzione privata. Da ciò discende la necessità, spesso sollecitata dai residenti medesimi, di frazionare ulteriormente le fasi previste e già autorizzate per l’esecuzione delle opere».
AUTORIZZAZIONI. «Vanno infine segnalate le difficoltà riscontrate da parte della società appaltante nell’acquisizione delle autorizzazioni dall’amministrazione comunale, necessarie per l’avvio dei lavori, e richieste dalla stessa amministrazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA