Tunnel, progetto da modificare: convocate le ditte appaltatrici

16 Ottobre 2021

Le imprese saranno ascoltate dalla commissione di controllo: in ballo risarcimenti per sette milioni ll presidente Masciocco: non siamo l’Inquisizione, cerchiamo di fare chiarezza sulle problematiche

L’AQUILA . Da opera-simbolo della città che rinasce a spina nel fianco di Comune e Gran Sasso Acqua. Lo smart tunnel per i sottoservizi in centro storico è un rebus che rischia di trasformarsi in una bomba a orologeria per le casse della società acquedottistica incaricata di gestire l’appalto da 80 milioni di euro di cui metà ancora da spendere.
L’AUDIZIONE DELLE DITTE
A dipanare la matassa, dopo la relazione su ritardi e problemi tecnici relativi all’intervento inviata dal presidente di Gsa Alessandro Piccini al Comune, socio di maggioranza della spa che gestisce la rete idrica e committente del tunnel, ci sta provando la commissione di controllo dell’ente presieduta da Giustino Masciocco. Nella seduta convocata per lunedì alle 9.30, che seguirà quella dei giorni scorsi in cui sono stati sentiti amministratori e tecnici di Gsa e Comune, saranno ascoltati i rappresentanti delle ditte appaltatrici. Si tratta delle imprese a cui sono stati assegnati i lavori del secondo stralcio del mega-progetto ormai più di quattro anni fa e che, tra lungaggini burocratiche riferibili anche alle autorizzazioni da parte della soprintendenza e ostacoli vari evidenziati nella relazione della società, finora hanno realizzato ben poco di quanto previsto. Tanto che due di loro hanno annunciato riserve, in sostanza richieste di risarcimenti, per sette milioni di euro.
LO SCOPO DELLA COMMISSIONE
L’intervento necessita di un’accelerazione, anche tramite un’eventuale rimodulazione del progetto, per evitare un danno economico che, nelle prospettive più nefaste, potrebbe arrivare a 30 milioni di euro, compromettendo la stabilità della società appaltante. «Si tratta di un’opera troppo importante per la città», spiega Masciocco, «che vede il Comune coinvolto nella doppia veste di titolare dell’intervento e di azionista di riferimento di Gsa». Da qui, dunque, l’urgenza di fare chiarezza sulle problematiche e sui pericoli evidenziati dall’azienda acquedottistica. «La commissione di controllo non è l’Inquisizione», tiene a sottolineare il presidente, «cerchiamo di fare luce sulla vicenda, capire lo stato dell’arte e dare suggerimenti». Da chiarire ci sono le conseguenze relative al ridimensionamento del progetto. «Ci sono risvolti pesanti da valutare in termini economici», conclude Masciocco, «rimetteremo una relazione al presidente del consiglio per le opportune considerazioni».
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