Turismo in flessione A soffrire di più è il territorio peligno

6 Maggio 2019

Per l’economista Ronci il calo di presenze è di oltre il 13% L’Alto Sangro motore dell’economia del Centro Abruzzo

SULMONA. Mentre gli altri territori stanno creando le loro fortune sull’incremento delle presenze turistiche, il centro Abruzzo va in controtendenza, soprattutto il territorio peligno dove si registra una preoccupante flessione, (-13,4 % )di presenze tra il 2014 e il 2017. È un’analisi impietosa quella dell’economista sulmonese Aldo Ronci, illustrata nel corso della serata organizzata dal Panathlon e dedicata alle proposte per lo sviluppo delle aree interne attraverso la valorizzazione della montagna. Un’analisi elaborata tenendo conto che nell’Alto Sangro è presente il bacino sciistico più importante dell’Appennino. «L’Alto Sangro, per numero di presenze turistiche e di imprese ricettive è il motore dell’economia del centro Abruzzo», evidenzia Ronci, «ma cresce poco rispetto al Trentino: 1,2% rispetto al 14,6%. Questo perché il centro Abruzzo ha due punti deboli: il primo si manifesta con lo spopolamento che si sta verificando nella maggior parte dei piccoli comuni dei quali è composto; il secondo sta nel fatto che sono ancora poche le presenze nel periodo estivo. Nell’Alto Sangro, infatti, il numero di presenze nel periodo estivo è circa la metà di quello invernale mentre nel Trentino le presenze estive raddoppiano rispetto agli utenti dei mesi invernali». Secondo Ronci bisognerebbe rendere in estate il territorio più attrattivo. «In primis curando meglio l’arredo urbano, offrendo una più ampia possibilità di scelta di praticare sporti, mettendo a disposizione dei turisti un’offerta differenziata di attività di svago e soprattutto con una vasta e capillare campagna di marketing perché l’Abruzzo interno è ancora poco conosciuto a livello nazionale e internazionale. L’esempio più calzante è proprio Sulmona che, se si escludono i periodi della Settimana Santa e della Giostra cavalleresca, è una città che non riesce ad attirare turismo di massa. Eppure il capoluogo peligno può contare su personaggi di grande rilievo storico culturale come Ovidio e Celestino V, su monumenti prestigiosissimi e su un grande patrimonio naturalistico costituito dal Parco della Maiella».
«Finora nessuno ha mai pensato di creare percorsi religiosi o naturalistici per sfruttare questo grande patrimonio», afferma Alessandro Di Prata, giovane sulmonese organizzatore di eventi. «Non sappiamo sfruttare questo patrimonio e non sappiamo valorizzare le nostre proposte al di fuori della città. Per fare ció non c’è bisogno solo di gente di cultura, ma di persone che sappiano come fare cultura e soprattutto turismo. C’è bisogno di persone con idee innovative».
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