Turismo invernale al collasso, è protesta

Rocca di Cambio, Comune e operatori uniti per richiamare l’attenzione sui problemi della montagna
L’AQUILA. Un flash mob per porre l’attenzione sui problemi della montagna e degli operatori del settore. Anche l’amministrazione comunale di Rocca di Cambio ha aderito all’iniziativa nazionale nata da un’idea di Marco Di Marco, il direttore della rivista «Sciare magazine». Alle 10, nei paesi sede di comprensori sciistici, venerdì scorso i rintocchi delle campane sono stati accompagnati da manifestazioni di sindaci, maestri di sci, albergatori e ristoratori, gestori di rifugi, negozianti, commercianti e guide. Anche Rocca di Cambio con la sua stazione sciistica di riferimento, Campo Felice, ha voluto fare la sua parte, per mostrare una montagna unita, ma anche tutte le difficoltà che il Covid ha comportato nelle zone che vivono di sci. A rappresentare il sindaco, Gennarino Di Stefano, il consigliere comunale che è anche maestro di sci e titolare di un’attività in zona, Giuliano Franceschi, che ha spiegato: «Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che hanno colpito la montagna insieme al Covid. Stiamo subendo gravissimi danni economici che certo neanche una prossima riapertura degli impianti potrà compensare». Le piste sciistiche infatti torneranno in funzione da lunedì 15 febbraio, ma solo in zona gialla e non tutti gli operatori sono convinti dell’utilità economica di rimettere in funzione gli impianti per un periodo di tempo molto limitato. Per sottolineare la problematica alcuni ragazzi residenti nel comune, tra cui lo stesso consigliere Franceschi, avevano nei giorni scorsi deciso di indossare gli sci per sfrecciare tra le vie del borgo. Un’iniziativa che ha avuto ampio rilievo a livello nazionale. «La speranza», ha concluso il consigliere, «è che qualcuno si accorga di noi e che la questione non venga sottovalutata». (m.c.)
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