Turismo, le proposte per uscire dalla crisi

Documento degli albergatori a consiglieri comunali e regionali, sindaco e senatrice: via tasse e tributi e subito liquidità
SULMONA. La fase 2 si avvicina e comincia forse a fare più paura della fase 1, almeno per alcuni settori. In Valle Peligna, ad esempio, uno dei comparti che rischiano di sparire, dopo l’emergenza coronavirus, è quello del turismo, che pure in questi anni si era guadagnato fette importanti del mercato. Per evitare il tracollo, gli operatori del comparto hanno formalizzato una serie di proposte. Il tutto è contenuto in una lettera a consiglieri e sindaco di Sulmona Annamaria Casini, ai sindaci del territorio, alle due consigliere regionali Marianna Scoccia e Antonietta La Porta, e alla senatrice Gabriella Di Girolamo.
Le proposte sono: azzeramento di tutte le tasse e tributi locali; snellimento nelle pratiche burocratiche per la concessione di aree pubbliche esterne da adibire alla somministrazione; erogazione una tantum a fondo perduto di un contributo proporzionato al fatturato 2019 (sull’esempio della Germania); misure a sostegno del credito concesso dal sistema finanziario locale (banche, confidi e fondazioni bancarie); ammortizzatori sociali per i dipendenti. Queste sarebbero le soluzioni in grado di risollevare un comparto, che rischia altrimenti di non rialzarsi più. «Dal giorno del decreto, che ha chiuso tante attività, è trascorso tempo, ma lentamente oggi ci avviamo con cautela a parziali riaperture», interviene l’albergatore Giuseppe Bono, per conto dei suoi colleghi. «Le varie ipotesi dei regolamenti che si dovranno attuare, sono molto restrittive ed è pensiero comune che non consentiranno di lavorare da subito a pieno regime. Il settore del turismo, insieme a quello della ristorazione e bar, è il più colpito, nonché il settore che ne ha risentito per primo e che probabilmente ne uscirà per ultimo. Occorre un sostegno immediato alle attività alberghiere e di ristorazione, che hanno resistito finora al blocco delle attività e che altrimenti potrebbero non riuscire a sostenere le innumerevoli difficoltà post riapertura». In effetti già prima di Pasqua erano arrivate le disdette riferite al weekend festivo e anche quelle di settembre, come ha fatto notare Gianluca Casaccia, proprietario di un hotel in centro a Sulmona e presidente del Consorzio degli albergatori. «Purtroppo si naviga a vista», aggiunge Domenico Santacroce, presidente dell’Associazione albergatori, «se le cose continueranno così, saranno molti a non poter riaprire, anche perché chi potrà accollarsi le spese di riorganizzazione degli spazi?». Per questo l’assessore alla Cultura Manuela Cozzi sottolinea che «l’identità culturale del nostro territorio va rilanciata anche in funzione di una ripresa turistica».
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