Turismo, Tagliacozzo scommette sul progetto “albergo di comunità”
Diversi i proprietari di case nel centro storico cittadino interessati a entrare nel programma L’iniziativa prevede il recupero delle abitazioni da poter utilizzare come strutture ricettive
TAGLIACOZZO. Già non pochi proprietari di case del centro storico si sono detti interessati al progetto dell’albergo di comunità elaborato, in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma, da un giovane architetto di Tagliacozzo, Marco Prosperi, e illustrato qualche mese fa al Palazzo Ducale. La disponibilità dei proprietari di mettere in campo gli immobili nasce dalla prospettiva di essere coinvolti nell’attuazione del progetto e di beneficiare degli introiti. A differenza di altri paesi, dove le case, dopo essere state acquistate e ristrutturate da privati, vengono adibite ad “albergo diffuso”, a Tagliacozzo saranno gli stessi proprietari a ristrutturarle, concorrendo così alla nascita dell’albergo di comunità. L’iniziativa è nata dalla necessità di rilanciare il turismo in una città che, sebbene disponga di un invidiabile patrimonio storico, monumentale e paesaggistico, non riesce a mantenere il passo con altri centri abruzzesi. E le cause sono da ricercare nella mancanza di strutture ricettive. I dati parlano da soli. Se dal 2001 a oggi il numero degli arrivi (3.000 circa) è rimasto costante, il numero delle presenze si è dimezzato, passando da 22.100 a 11.600. I posti letto offerti dai 5 alberghi (297), dagli 8 b&b (58) e dai 2 camping (1.250), arrivano a 1.620. Un numero insufficiente a soddisfare la domanda. Così il turista arriva la mattina e va via la sera. Con l’albergo di Comunità la situazione potrebbe cambiare. Interessante è anche l’indagine dell’architetto Prosperi sull’offerta turistica rappresentata dalle seconde case. Le abitazioni totali sono 9.039 per una capienza pari a 39.000 posti letto. I residenti sono 6.727; i nuclei familiari 3.086. Dunque, per ogni famiglia ci sono 3 abitazioni e se a ogni nucleo ne corrisponde una dovrebbero esserci 5.953 seconde, terze e quarte case. Analizzando i dati sulla produzione di rifiuti indifferenziati è emerso che la quantità prodotta è costante durante quasi tutto l’anno ad eccezione dei mesi di luglio e settembre e con un sostanziale incremento ad agosto. La produzione media dei rifiuti non differenziati è di 82.303 kg, ma ad agosto sale a 180.600 kg. La prima la si potrebbe attribuire ai 6.727 residenti. La seconda alla crescita occasionale della popolazione come effetto della pratica turistica. Sembrerebbe che gli abitanti effettivi salgano a più del doppio dei residenti.
«Non si sa con esattezza», osserva Prosperi, «quante di queste persone risiedono nelle case di proprietà o prendano in affitto una casa. Si può comunque affermare che buona parte del flusso turistico sia attribuibile al movimento delle seconde case. Perciò è pensabile che ci sia un turismo di ritorno legato alla proprietà degli immobili e non a un vero flusso legato ad altri fattori. Il fatto che tante case siano dei villeggianti, lascia intendere che molte delle persone che soggiornano nel comune in estate siano sempre le stesse e che non ci sia un vero ricircolo turistico».
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