Turismo “vietato” nei Cunicoli Estate con un monumento chiuso

28 Agosto 2023

Centinaia di richieste di visita, ma l’opera resta prigioniera dello scontro tra Consorzio e Soprintendenza Tarquini: «Tutto fermo: non possiamo organizzare nulla perché senza chiavi». Da aprile solo silenzio

AVEZZANO. Un’estate senza i Cunicoli di Claudio. Nonostante le centinaia di richieste di scolaresche, ordini professionali e turisti arrivati nella Marsica per trascorrere le vacanze. Non c’è stato nulla da fare: al momento non sono previste visite guidate. E dunque l’opera idraulica, autentico capolavoro ingegneristico risalente all’epoca romana, è condannata ancora a restare prigioniera dello scontro in atto tra Consorzio di bonifica ovest e Soprintendenza. «Non è stato possibile organizzare le visite ai Cunicoli per un semplice motivo: le chiavi d’ingresso sono ancora nelle mani della Soprintendenza», spiega Danilo Tarquini, commissario del Consorzio. La querelle è ormai nota: quasi quattro anni fa la Soprintendenza è entrata in possesso delle chiavi del sito per eseguire alcuni lavori (finanziati dalla Camera di commercio dell’Aquila) all’interno delle gallerie e da allora non le ha più riconsegnate, nonostante la gestione dei Cunicoli di Claudio spetti al Consorzio di bonifica. Di qui il braccio di ferro. Che non accenna a placarsi. «Siamo ancora all’oscuro di tutto», sottolinea Tarquini, «non sappiamo cosa abbiano riguardato gli interventi della Soprintendenza e nemmeno il loro stato di avanzamento. Non siamo in grado di affermare se i lavori siano terminati o meno». Uno stallo che ha coinvolto anche il Comune di Avezzano, che ha provato a giocare un ruolo da “paciere”: la scorsa primavera si è tenuto un incontro in municipio tra alcuni rappresentanti della Soprintendenza, tra cui la funzionaria Emanuela Ceccaroni, il commissario Tarquini e il direttore generale del Consorzio, Abramo Bonaldi, l’ex assessore Patrizia Gallese e il consigliere Alessandro Pierleoni. L’obiettivo era quello di trovare una quadra per il rilancio dei Cunicoli, dopo il boom di turisti nel corso delle aperture straordinarie di fine aprile promosse da Soprintendenza e Comune. La proposta lanciata dall’ente era quella di stipulare un protocollo d’intesa per affidare la gestione a terzi. «La riunione era stata aggiornata ma a oggi non abbiamo ricevuto ancora notizie», spiega Tarquini. Il Commissario sottolinea: «L’obiettivo del Consorzio non è quello di fare turismo, ma di mettere a disposizione la struttura per cittadini e turisti che vogliono godere del sito, ma ciò al momento non è ancora possibile». L’opera idraulica, fatta costruire dall’imperatore Claudio tra il 41 e il 52 d.C., fu utilizzata per il prosciugamento del lago del Fucino e dopo l’esproprio del 1951 ai danni della famiglia Torlonia, i Cunicoli e le gallerie sottostanti – che portano l’acqua dei canali del Fucino al fiume Liri – passarono sotto l’egida del Consorzio di bonifica. La Sovrintendenza, invece, riconosce all’ente regionale la sola proprietà dell’Incile sostenendo che l’articolo 15 del contratto di concessione stipulato nel 1863 tra il governo e i Torlonia recita che l’emissario, dopo il prosciugamento del lago, rimarrà di proprietà dello Stato. Per i funzionari del ministero della Cultura non ci sono documenti che attestino il passaggio alla Regione dei resti dell’opera, neanche a seguito degli espropri nel 1951.
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