Tutela e riscoperta dell’antica cattedrale: spunta un progetto

Monsignor Orlando Antonini ipotizza la copertura dei ruderi E la Soprintendenza annuncia un ampliamento degli scavi
L’AQUILA. Proteggere con una copertura i resti della cattedrale di Forcona (a Civita di Bagno) e valorizzarli dal punto di vista religioso, storico e turistico. È questa la proposta emersa dal convegno sul recupero della cattedrale di San Massimo di Forcona (abbandonata da secoli), organizzato dall’Unla (Unione nazionale contro l’analfabetismo, sezione di Ocre) e dalla protezione civile “Bersaglieri dell’Aquila”. Fra gli altri è intervenuto il nunzio monsignor Orlando Antonini che, anche grazie a foto e disegni, ha analizzato tutti gli aspetti architettonici dell’antica cattedrale (sede di Diocesi fino al 1257 quando fu trasferita all’Aquila). Le riflessioni di Antonini hanno messo in luce il ruolo che la cattedrale ha avuto «nell’ambito storico artistico dell’XI secolo e oltre». Ipotizzando un recupero sia dei resti della cattedrale che della torre difensiva, monsignor Antonini «ha fatto emergere con chiarezza come l’abside della più recente chiesa di San Raniero sia stata eretta all’interno del sedime della vecchia cattedrale». In chiusura del suo intervento il nunzio ha parlato di «una possibile copertura dell’antica cattedrale per proteggere ciò che ne rimane e creare al suo interno un museo dei resti di Forcona». Il professor Alfonso Forgione, docente dell’Università dell’Aquila, grazie a spettacolari immagini in 3D frutto del lavoro delle Università di Firenze e dell’Aquila, ha mostrato come doveva essere la cattedrale nel momento del massimo splendore. Nelle immagini in 3D si vedono «due torri frontali e un grande edificio a tre navate con abside a diversi livelli». Il professore ha ripercorso «il periodo storico in cui è stata edificata la cattedrale, illustrando le varie tipologie costruttive e le influenze e le somiglianze di questa cattedrale con alcuni edifici di prima grandezza esistenti intorno all’anno Mille nell’Italia centrale».
La delegata della Soprintendente, architetto Carla Pancaldi, parlando della vicina area archeologica di Forcona (città romana) ha annunciato «importanti interventi di messa in sicurezza e ampliamento degli scavi nel grande parco intorno all'area che è di proprietà della Soprintendenza».
Tonino De Paolis, presidente dell’associazione “Volontariato protezione civile Bersaglieri L’Aquila” ha illustrato brevemente la notevole importanza del contesto territoriale in cui si trova l’ex cattedrale: a poche centinaia di metri c’è, appunto, l’importante area archeologica di Forcona e la sede del vecchio Comune di Bagno, Villa Oliva, per la quale è in corso la progettazione esecutiva. Ha ricordato inoltre «l’esistenza di un finanziamento di 4 milioni proprio per il recupero dell’antica cattedrale che farebbe di questa area un Parco archeologico di valenza nazionale a pochi chilometri dall’Aquila. Intanto una cosa da fare subito» ha continuato De Paolis «è la sistemazione della strada comunale Moritola, che dall’antica cattedrale sale a destra verso l’area archeologica e a sinistra verso Villa Oliva».
Maria Rita Acone, presidente dell’Archeoclub dell’Aquila ha lanciato l’idea di «una giornata di pulizia delle aree di interesse archeologico». L’intervento del regista Alessio Consorte ha messo a fuoco alcuni aspetti particolari della zona, come la vecchia strada che dal comprensorio aquilano arrivava alla valle del Fucino. Presenti al convegno l’assessore comunale alla Viabilità, Laura Cucchiarella, e il consigliere Leonardo Scimia, che nel suo intervento ha portato il saluto dell’amministrazione.
In ultimo è intervenuto il consigliere regionale Americo Di Benedetto, che nel ringraziare gli organizzatori dell’evento ha chiesto a tutti gli enti interessati (curia, Soprintendenza, Comune, Ufficio speciale e Segretariato regionale) di sedersi intorno a un tavolo «e studiare le migliori soluzioni per questa magnifica area archeologica».
L’evento è stato moderato da Chiara De Paolis.

