«Tutelare gli operai donatori di sangue»

25 Febbraio 2018

Il presidente nazionale dell’Avis, Argentoni: «La fabbrica riveda l’accordo, riposo garantito da una legge dello Stato»

AVEZZANO. «I giorni delle donazioni del sangue non possono essere esclusi dai premi di produzione». L’Avis nazionale chiede alla Fiamm-Siapra di fare un passo indietro e di rivedere quella postilla nell’accordo di secondo livello, che prevede l’esclusione delle giornate in cui un dipendente non si presenta in azienda perché è andato a donare il sangue, dal conteggio finale per il premio di produzione.
Anche se le Rsu di fabbrica hanno chiarito «che già in passato vigeva questa regola» e «non c’erano state di fatto grandi novità con la sigla del nuovo accordo», sulla vicenda è intervenuto Alberto Argentoni, presidente dell’Avis nazionale.
«Il contratto integrativo di una grande azienda abruzzese, la Fiamm-Siapra di Avezzano, esclude le giornate di donazione del sangue dal conseguimento dei primi di produzione», commenta Argentoni, «non è la prima volta che si verifica che in alcuni contratti di lavoro avvenga una penalizzazione per i donatori di sangue. L’Avis invita l’azienda e le rappresentanze sindacali a riconsiderare questa parte dell’accordo, dal momento che il riposo post-trasfusionale è garantito da una legge dello Stato, la 219/05, e non può quindi in alcun modo danneggiare i lavoratori che con il loro gesto di solidarietà contribuiscono ogni giorno al prezioso traguardo dell’autosufficienza di sangue ed emo-componenti». L’accordo di secondo livello, che prevede oltre al premio di produzione anche la stabilizzazione di 18 dipendenti entro il 2020, è stato sottoposto al vaglio dei lavoratori. Su 341 aventi diritto, hanno votato in 309: 173 si sono espressi per il sì, 134 per il no. «Cogliamo l’occasione per ricordare che tutte le sedi Avis sono impegnate a promuovere la donazione di sangue anche nei giorni festivi», conclude il presidente nazionale Argentoni, «tra l’altro, secondo i più recenti dati Inps, sono solo il 20 per cento sul totale dei lavoratori coloro che usufruiscono del permesso di legge. A nostro avviso non esistono quindi abusi generalizzati e non vi sono ragioni per penalizzare i donatori di sangue nei contratti». (e.b.)
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