Tutta Pratola all’addio ad Alessio «Portavi la gioia, ci mancherai»

In centinaia fuori e dentro il Santuario per l’ultimo saluto al 25enne morto nello schianto di mercoledì Sulla bara i simboli del Napoli e della Morronese, in volo i palloncini azzurri tra gli applausi della piazza
PRATOLA PELIGNA. La bara bianca con un cuscino di rose dello stesso colore. Sopra, la sciarpa del Napoli e la maglia giallonera della Morronese, le due squadre del cuore di Alessio Esposito. E poi il silenzio surreale della piazza stracolma di gente, rotto dall’applauso all’arrivo del feretro. Dietro, il dolore dei genitori Francesco e Teresa e dei fratelli.
Un intero paese si è raccolto davanti al Santuario della Madonna della Libera di Pratola Peligna per dare l’ultimo saluto al giovane di 25 anni, originario del casertano ma residente qui da anni con la famiglia. Alessio è deceduto nell’incidente sulla provinciale 10 tra Pratola e Raiano lo scorso 19 aprile quando, in sella alla sua moto, si è scontrato violentemente con una vettura guidata da un compaesano di 82 anni.
Il santuario stracolmo di gente, come quando arrivano i Pellegrini di Gioia dei Marsi in occasione dei festeggiamenti della Madonna, previsti per la prossima settimana. Nella sua omelia, padre Agostino Piovesan ha recitato il passo del Vangelo di Luca che ricorda l’incontro dopo la Resurrezione di Cristo con due apostoli, uno Simone e l’altro senza nome. «Forse una scelta voluta dall’evangelista Luca”, ha detto il Parroco», per far sì che ognuno di noi possa immedesimarsi in quella situazione e in quel ruolo. Ci piace pensare che anche Alessio abbia fatto la stessa cosa appena volato in cielo».
Prima dell’inizio del rito funebre sul pulpito sono saliti gli amici del giovane parrucchiere con la passione dei motori: «Caro Alessio, amico di una vita, amico di tutte le nostre vite che abbiamo condiviso con te, ognuno a modo suo, fino ad oggi, fino a qualche giorno fa. Potremmo riempire pagine di ricordi e ognuno di noi ne tirerebbe fuori a migliaia. La tua presenza è stata sempre rumorosa, tanto casino, tanta luce, impossibile non notarti. Ed è l’unica cosa che ci tiene a galla ora, avere una miniera di ricordi, da cui ripescare per averti con noi per sempre. Tu eri il fuoco di artificio. Oggi è il giorno in cui è finito tutto. Ora abbiamo tutti un macigno enorme sul petto, cambia tutto. Da oggi casa è meno casa. Forse la gioia, alla fine, la portavi proprio tu. E continuerai a portarla tu. Ogni volta che ci guarderemo negli occhi ci sarai tu, ogni brindisi sarà per te, ogni cena, ogni giornata al mare, ogni Ferragosto e ogni Pasquetta. Eri un eterno bambino, ora eterno davvero. Un pezzo dei nostri cuori sarà per sempre tuo. Ti vogliamo bene». Parole, queste, che hanno strappato lacrime a tutti i presenti.
All’uscita dal santuario un ultimo scrosciante applauso ha salutato la bara bianca alzata in alto dai portatori, come si alza un trofeo alla fine di una partita, mentre centinaia di palloncini bianco azzurri e giallo neri si alzavano verso il cielo ad accompagnare Alessio nel suo ultimo viaggio.
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