Tutti in fila per ricevere il vaccino Sono poche le rinunce dopo lo stop

21 Marzo 2021

Al centro allestito in via Ficara cittadini fiduciosi nella validità dell’immunizzazione: «Nessuna paura» Giansante (Asl): «Chi dice no finisce in coda e perde la prenotazione». Obiettivo 3.500 iniezioni al giorno

L’AQUILA. Qualche disdetta c’è stata, ma non è niente rispetto alla valanga che si temeva. I 4 giorni di sospensione di AstraZeneca decisi dall’Aifa su pressione del governo non sembrano aver spaventato coloro che dovevano ricevere la dose. «Un rallentamento c’è stato, com’era inevitabile», spiega Enrico Giansante, responsabile del Servizio Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica dell’Asl, «ma siamo già ripartiti con vigore. Le rinunce sono state pochissime. È chiaro che chi ha deciso di disdire perderà la prenotazione e finirà in coda mentre invece chi si è visto cancellare l’appuntamento non dovrà ripetere la procedura. Sarà contattato direttamente da noi nei prossimi giorni».
LE VOCI. Ieri, nel centro vaccinazioni allestito in uno dei Musp di via Ficara, le somministrazioni, riprese venerdì, sono tornate a viaggiare a pieno regime. In mattinata a mettersi in fila sono stati soprattutto gli ultraottantenni, ai quali sono destinati Pfizer e Moderna (riservati anche alle categorie fragili). Nel pomeriggio, invece, sono riprese le inoculazioni di AstraZeneca, somministrato, in questa fase, a insegnanti e membri delle forze dell’ordine. «Dopo quello che è successo si viene magari con un po’ più di ansia», confessa Giovanna Pannozzo, insegnante di scuola d’infanzia. «Ma non ho mai pensato di disdire, per un fatto di coscienza». «Anche io insegno ai bambini e anche io ho scelto di non rinunciare per una questione di coscienza», racconta Caterina Scimia. «Sono tranquilla», afferma Diana Galassi, docente al dipartimento di Medicina e scienze della vita dell’Università. «È chiaro che tutti i vaccini hanno dei margini di rischio, ma Parigi val bene una messa. Per noi la priorità è tornare in presenza con i nostri studenti». «Ho 83 anni, che paura devo avere?», dice, sorridendo, Giuseppe Carnicelli, pensionato, arrivato da Tornimparte. Anna Lattanzio, anche lei 83 anni, è venuta invece da San Benedetto in Perillis: «È andata benissimo», dice appena ricevuta la dose. «Non ho sentito niente. Quando mi hanno chiamata non ho avuto nessun dubbio. I benefìci sono superiori ai rischi». «Nessun timore né ripensamento», dice Maria Stella, 84 anni, tornata a vivere a Capestrano da una trentina d’anni dopo essere emigrata in Venezuela. Tra i destinatari di Pfizer e Moderna ci sono anche gli studenti tirocinanti di medicina, fisioterapia e scienze infermieristiche. Come Lorenzo Taglienti, 20 anni, di Sora, iscritto a fisioterapia: «Preoccupazioni? Nessuna». O Lucia Torsello, di Matera, iscritta a scienze infermieristiche: «Nessuna paura, sono qui perché credo nella scienza».
3.500 DOSI GIORNALIERE. «Attualmente», osserva Giansante, «stiamo oscillando tra le 1.200 e le 1.600 dosi giornaliere. Il nostro obiettivo, però, è raddoppiarle, portandole tra le 3.000 e le 3.500. Ma tutto è legato ai rifornimenti che arriveranno e questo aspetto della campagna non dipende da noi. Intanto ci stiamo preparando per farci trovare pronti non appena inizieranno a essere consegnati quantitativi maggiori». Il prossimo fine settimana dovrebbe entrare in funzione il secondo hub vaccinale cittadino, quello in corso di allestimento a Bazzano nell’ex sede del tribunale: «Ci saranno altre 8 linee di somministrazione, ma porteremo lì anche il call center», annuncia Giansante. Quanto alla richiesta, avanzata da alcuni, di rendere pubblici gli elenchi dei vaccinati, il medico frena: «Credo sia impossibile per problemi di privacy. Noi stiamo procedendo attenendoci alle liste che ci invia la Regione. Ai cittadini dico di avere un po’ di pazienza, con calma arriveremo a vaccinare tutti».
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