Tutti in municipio di domenica

9 Luglio 2017

Rocca di Mezzo, in ballo la composizione della giunta. Scontro Nusca-Di Ciccio

ROCCA DI MEZZO. Clima sempre più teso, a Rocca di Mezzo, tra maggioranza e opposizione, sulla vicenda dell’incompatibilità di tre consiglieri su sette eletti nella lista a sostegno del sindaco Mauro Di Ciccio. La minoranza aveva già manifestato, durante la seduta del 29 giugno, profili di incompatibilità sulla scorta della legge Barca, perché tutti e tre i consiglieri avevano incarichi nella ricostruzione. Venerdì pomeriggio la seduta di consiglio comunale è stata particolarmente accesa. Oggi, nonostante la festività domenicale, il consiglio torna di nuovo a riunirsi per la presa d’atto delle dimissioni dei tre consiglieri dai consorzi della ricostruzione, circostanza che di fatto rimuove ogni profilo di incompatibilità. «La maggioranza», dice Emilio Nusca (foto), «è stata costretta ad accettare le contestazioni da me, da Carlo Capri e Fiffo Cidonio. Infatti, nella seduta di consiglio del 29 giugno, erano state contestate le incompatibilità di Paolo D’Amico e Mario Rotelli puntualmente respinte con la maggioranza compatta. A questi ultimi, su espressa richiesta del sindaco, è stato aggiunto anche il consigliere Pierlorenzo Giuliani. Il motivo è sempre lo stesso e legato agli interessi della ricostruzione. Infatti, tutti e tre i consiglieri – a titolo diverso – sono coinvolti nelle incompatibilità della Legge Barca che espressamente vieta la possibilità di avere incarichi nella ricostruzione e ricoprire la carica di consigliere comunale. Venerdì la maggioranza ha certificato, per sua stessa ammissione, che quasi la metà dei suoi consiglieri eletti (tre su sette) ha interessi diretti nella ricostruzione. Un cattivo esempio di relazioni fra politica e affari, che né la comunità di Rocca di Mezzo e tantomeno il consiglio comunale merita di vivere». Alla questione delle incompatibilità si aggiunge quella della nomina della giunta. Il consigliere D’Amico, infatti, è stato nominato anche vicesindaco e assessore in data 29 giugno, l’ultimo giorno utile che la legge (Testo unico sugli enti locali) assegna per questi adempimenti. Venerdì il consiglio ha contestato loro l’incompatibilità, per cui il consigliere D’Amico è decaduto anche dalla carica di vicesindaco e Rotelli dall’incarico in seno alla commissione elettorale. Insomma, adesso, a tempo scaduto, si sarebbe venuto a creare «un grande problema giuridico», dice Nusca, «che non credo si possa risolvere con una pacca sulle spalle». «Tre dei miei candidati», dice Di Ciccio, «avevano incarichi nei consorzi, ma adesso hanno rimosso tutte le cause di incompatibilità, puntualmente, come prevede la legge. Quelle che solleva l’opposizione adesso sono solo questioni di lana caprina. Secondo me, ora, la questione non è neanche più di carattere politico. Se loro pensano che non sono state rispettate le norme per la nomina della giunta facessero pure ricorso al Tar».
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